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Alessandria accelera per il suo Teatro: annunciate le aperture di Foyer, Sala Ferrero e il bando per la gestione

di Alberto Ballerino


Il Teatro Comunale di Alessandria potrebbe riaprirsi al pubblico sul finire dell’anno in corso, a novembre o dicembre, o nel gennaio 2027. Sarebbero inizialmente disponibili il grande Foyer e la sala Ferrero e forse anche la caffetteria (per quest’ultima il discorso è a parte). Nel primo si terrebbero mostre, spettacoli, incontri culturali. Nella sala Ferrero invece si  potrebbe svolgere la stagione teatrale comunale. Sia per il Foyer che per la Sala Ferrero ci sono già i finanziamenti necessari. Non solo, ma a settembre per definire la questione gestione si terrà un bando per un partenariato speciale, una formula che permette di velocizzare le pratiche burocratiche. Si terrà anche un concorso per scegliere il nome da dare alla rinata struttura.

Ad annunciarlo è stato il vicesindaco Giovanni Barosini nel convegno svoltosi oggi, venerdì 12 giugno, a Palazzo Borsalino nell’ambito del Progetto "Alessandria ritrova il suo teatro", organizzato dall’associazione culturale La Porta di Vetro APS in collaborazione con la Città di Alessandria, l’Università del Piemonte Orientale (UPO), l’azienda speciale multiservizi Costruire Insieme e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Sostegni significativi anche da Fondazione Matrice, ISRAL, Circolo del Cinema Adelio Ferrero, la Società di storia, arte e archeologia per le province di Alessandria e Asti, Club per l’Unesco di Alessandria, IRSAC e lo sponsor Beldent.

Dopo avere restaurato la medievale chiesa di San Francesco, destinata a diventare sede del Museo Civico, il Comune si appresta quindi a ridare vita anche al Teatro Comunale. Giovanni Barosini ha anche riferito che il nuovo teatro con le sue iniziative si rivolgerà a tutta la provincia con l’intenzione anzi di darsi una dimensione regionale e nazionale. La struttura avrà un carattere estremamente polivalente: ospiterà non solo spettacoli culturali ma anche altre forme di espressione culturale, tra cui anche il cinema. Sarà rinnovato completamente al suo interno nel segno delle più moderne tecnologie, con grande attenzione anche all’aspetto ambientale con importanti risparmi energetici. Le immagini proiettate su questi temi sono state molto apprezzate.

Insomma il Comune ha chiaramente scelto di indirizzare le proprie scelte in direzione della cultura. Un’idea che trova l’approvazione sul piano istituzionale dei professori Giorgio Barberis e Cosimo Anglano, rispettivamente direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES) e vicedirettore del Dipartimento di Scienze e Innovazione tecnologica (DISIT)  dell’UPO, e del vicepresidente della Fondazione Cral Domenico Mercogliano. Michele Ruggiero, presidente dell’associazione La Porta di Vetro, ha spiegato l’importanza di riaprire un grande teatro oggi in un periodo dove più che mai c’è bisogno di stimoli culturali e critici.

L’Università ha dimostrato il suo interesse non solo ospitando il convegno ma anche presentando una serie di sue iniziative teatrali che hanno coinvolto compagnie alessandrine. Su questi aspetti sono intervenuti i professori Giacomo Balduzzi e Leonardo Marchese per UPO, Carmen Vecchione per la compagnia I Pochi e Giusy Barone per gli Stregatti. UPO è attivamente impegnata su questo fronte in modo duplice. Da un lato, nell'ambito del progetto "Cities4C". Dall'altro, sta producendo la messa in scena di Oxygen, commedia in due atti firmata dal chimico e premio Nobel Roald Hoffmann e da Carl Djerassi. La produzione UPO ha un cast completamente formato da docenti e personale tecnico-amministrativo bibliotecario dell'ateneo, in una scelta che colloca la pratica teatrale nella comunità accademica. La mattinata si è chiusa con la presentazione dell’atto unico "L'aura rubata dal ragno" con la partecipazione dell’autore Paolo Pomati, responsabile Staff del Rettore e comunicazione UPO, in dialogo con Giorgio Barberis. Un testo che immagina un dialogo tra Luigi Pirandello e Walter Benjamin a Sanremo.

Nella tavola rotonda del pomeriggio si è discusso quanto annunciato al mattino. In particolare riflessioni sulla futura gestione e sul rapporto pubblico privato sono state svolte da Franco Ferrari, presidente di Costruire Insieme, e dal professore Giorgio Barberis, direttore del Digspes. Cesare Torre, vicepresidente di Costruire Insieme, ha presentato il lavoro svolto in questi anni dal Comune per mantenere viva una cultura teatrale in città. È fondamentale non perdere una antica tradizione legata al mondo del palcoscenico che ad Alessandria ha radici profonde. Impegni importanti in questo senso sono stati ricordati anche da Massimo Bagliani, direttore artistico del teatro Alessandrino, Donata Boggio Sola (compagnia teatrale Coltelleria Einstein), Luca Zilovich (collettivo teatrale Officine Gorilla) e Ombretta Zaglio (Teatro del Rimbalzo). La riapertura di un grande teatro può essere importante anche dal punto di vista economico, dal momento che il turismo culturale anche nella provincia di Alessandria sta assumendo un’importanza sempre maggiore, come hanno sottolineato Roberto Cava, presidente di Alexala, e Manuela Ulandi, segretaria provinciale di Confesercenti. Non sono mancati interventi da parte del pubblico.   

Il Progetto ‘Alessandria ritrova il suo teatro’ continua domani 13 giugno, a Palazzo Cuttica di Cassine (via Parma 1). Alle 10,30  Michele Ruggiero presenta la nuova edizione aggiornata del libro "Nonsolonebbia. Teatro, cinema, vita culturale ad Alessandria" di Alberto Ballerino e alle 11 saranno inaugurate le mostre "Nonsolonebbia" del circolo del cinema Adelio Ferrero e dell’editore Falsopiano e "La grande lirica" del celebre illustratore alessandrino Riccardo Guasco. Entrambe le esposizioni rimarranno gratuitamente aperte al pubblico fino al 5 luglio (orario visite: sabato e domenica, ore 15 – 19).

 

 

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