Alberto Trentini è libero! Un'attesa durata 423 giorni
- La Porta di Vetro
- 12 gen
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Aggiornamento: 12 gen
Una videochiamata alla famiglia, alla madre Armanda, con quelle parole tanto attese: "sono libero". Alberto Trentini, il cooperante italiano di 46 anni nato a Venezia, arrestato il 15 novembre 2024 in Venezuela, è stato liberato dal carcere di El Rodeo I, dopo 423 giorni di prigionia, quasi quattordici mesi. Insieme a lui è stato scarcerato anche un altro italiano, l'imprenditore torinese Mario Burlò. L'annuncio è stato dato dal ministro degli esteri Antonio Tajani, aggiungendo che Trentini e Burlò, sono in buone condizioni ed attendono nella sede dell'ambasciata d'Italia a Caracas di rientrare nel nostro Paese. Sia Tajani, sia la presidente del consiglio Giorgia Meloni hanno rilasciato dichiarazioni di apprezzamento per l'intervento della presidente Delcy Rodriguez. Giorgia Meloni ha poi espresso a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, "a partire dal Presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato".
Con una nota affidata alla legale Alessandra Ballerini, che ha seguito passo dopo passo l'azione per arrivare alla liberazione di Alberto, la famiglia Trentini ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile, anche lavorando nell'invisibilità, la sua liberazione. "Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!".
Immediate le reazioni in Italia, in particolare quella del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dove vive la famiglia di Trentini: "oggi per la città è una giornata di gioia". Sulla doppia liberazione è intervenuto il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, che attraverso il Comitato diritti umani e il voto di Palazzo Lascaris (sede del Consiglio regionale) aveva sostenuto l'approvazione di un ordine del giorno per la scarcerazione dell'operatore umanitario.
A Nicco si è associata la consigliera regionale del Pd, Nadia Conticelli, prima firma lo scorso anno di un ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio regionale con cui si chiedeva la liberazione di Trentini. Ora, ricorda Conticelli, non deve però venire meno l'attenzione sul Venezuela "affinché il diritto internazionale venga rispettato e nel paese sudamericano sia garantito finalmente il diritto alla democrazia e alla libertà".
La Porta di Vetro, che ha cominciato a seguire costantemente la vicenda dal 170° giorno di prigionia di Alberto Trentini e della situazione dei prigionieri politici in Venezuela, si associa alla gioia della sua famiglia.













































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