A Maria Corina Machado il Premio Nobel della Pace 2025
- La Porta di Vetro
- 9 ott
- Tempo di lettura: 2 min
Il riconoscimento alla leader democratica venezuelana, oppositrice di Maduro

"Sono sotto shock!. Non ho parole. Mi sento onorata e molto grata a nome del popolo venezuelano". Sono le frasi d'esordio dalla clandestinità dell'attivista ed ex deputata venezuelana Maria Corina Machado all'annuncio di aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Un riconoscimento "per avere tenuta accesa la fiamma della democrazia in mezzo a un'oscurità crescente", secondo la motivazione del Comitato del Nobel di Oslo selezionato dal Parlamento norvegese.
All'attivista è stato assegnato il Nobel per il suo instancabile lavoro nel difendere i valori democratici e per incarnare, come ha evidenziato Jørgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese per il Nobel, "la speranza di un futuro diverso, in cui i diritti fondamentali dei cittadini siano tutelati e le loro voci siano ascoltate". El Nacional, uno dei principali quotidiani on line di Caracas, ha riportato inoltre il commento "politico" del Comitato norvegese, che ha tratteggiato la figura di Maria Corina Machado "come leader del movimento democratico in Venezuela, uno dei più straordinari esempi di coraggio civile in America Latina negli ultimi tempi".
Il Nobel della Pace a Machado, figura chiave e unificante in un'opposizione politica che un tempo era profondamente divisa, è un indiretto messaggio al governo del presidente Maduro, ad un regime che continua a imprigionare e a perseguitare la dissidenza politica e non solo. E dall'esilio di Madrid, l'ex candidato dell'opposizione alla presidenza del Venezuela, Edmundo González Urrutia, si è congratulato con un post su X con la "prima vincitrice del Premio Nobel per il Venezuela!. Un meritato riconoscimento alla lunga lotta di una donna e di un intero popolo per la nostra libertà e democrazia".
Speranze rinnovate per la liberazione di Alberto Trentini
In proposito, Maria Corina Machado ha lanciato di recente un appello a Papa Leone XIV affinché interceda con il governo di Caracas per favorire la scarcerazione dei detenuti politici nel Paese, tra cui il nostro connazionale Alberto Trentini, l'operatore umanitario di Venezia incarcerato dal 15 novembre 2024, attualmente detenuto nella prigione di El Rodeo I, senza che gli siano state mosse accuse specifiche, se non quella artefatta di terrorismo.
Al quarantaseienne operatore umanitario è stato concessa nei giorni scorsi una telefonata ai suoi famigliari, la terza dal suo arresto, che ha rotto un lungo periodo di silenzio e aperto uno spiraglio di speranza per la sua liberazione. Peraltro, a nessuno è sfuggita la correlazione con il recente avvicinamento di Maduro al Vaticano, finalizzato ad alleggerire l'isolamento del Venezuela, le cui coste nel mar del Caraibi sono pattugliate da più settimane da una flotta americana incaricata di contrastare il commercio dei cartelli della droga che, secondo il presidente Trump farebbero capo proprio a Maduro.













































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