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Vaccini: stop alle speculazioni, ma non cediamo al panico

di Emanuele Davide Ruffino e Germana Zollesi |

Comunque andrà a finire, la sfiducia tra le persone nei confronti dei vaccini sarà difficilmente annullabile: peggio si creerà una fazione che vorrà vaccinarsi, anche se non è ancora maturata sufficiente affidabilità, ed un’altra fazione che non si vaccinerà nonostante qualsivoglia prova scientifica. Qualsiasi farmaco, ma in generale qualsiasi alimento che ingeriamo può comportare un rischio per la nostra salute: può essere scaduto, può essere contraffatto, può risultare deteriorato o avariato. Però fin quando il problema non entra nel vortice mediatico nessuno se ne preoccupa. Che cosa si vuole dalle industrie farmaceutiche? Se non forniscono un numero di farmaci tali da soddisfare le promesse formulate nei proclami per tranquillizzare la gente, vengono minacciate di essere denunciate per mancata consegna. Sia chiaro, la minaccia è soltanto verbale, in realtà, sia dalla lettura dei contratti, sia dall’analisi delle circostanze eccezionali, è difficile che si possa giungere a condannare qualcuno. Sicuramente prenderanno corpo contenziosi a iosa, ma questo è un altro discorso. Se accelerano i processi produttivi, con l’inevitabile rischio di accrescere gli errori, come insegnano gli studi di risk management, vengono denunciate per la non ottemperanza agli obblighi di verifica e controllo. Che le aziende farmaceutiche (private), quindi legittimamente proiettate a conseguire utili, abbiano più volte superato ogni limite, non è certo una novità. Merita semmai sottolineare come, i Paesi verso i quali sono in atto delle sanzioni, sono quelli dove si produce la più grande quantità di farmaci: Russia Cina e India. Se si ha bisogno dei farmaci prodotti in quei Paesi sembra un po’ pleonastico volergli fare la morale e sperare che questa sortisca qualche effetto! Sapendo di fare una provocazione, un esperto di statistica era riuscito a collegare gli andamenti borsistici con le fase lunari, così come oggi potremmo ricercare correlazioni sul fatto che, oggetto di dubbi, è il vaccino che costa di meno con le oscillazioni dei titoli collegati alle aziende coinvolte nel processo produttivo. Oggi potremmo collegare la morte di poche persone a qualsiasi marchio alimentare a larga diffusione e sicuramente, proponendo un algoritmo numerico, la credibilità della correlazione potrebbe far breccia (sarebbe opportuno fare un esempio pratico, ma il rischio di essere incriminati dai detentori del marchio è troppo forte!). Eppure la notizia di pochissimi casi su milioni di vaccini somministrati, senza alcuna dimostrazione, riesce a bloccare tutti i programmi. In sintesi: a quante persone dobbiamo far correre un maggior rischio di ammalarsi (o di morire) per ritardi nella somministrazione dei vaccini, affinché i politici di vari Paesi possano affermare che loro tutelano la salute della collettività? I controlli di farmacovigilanza e le indagini epidemiologiche vanno svolte quotidianamente e con professionalità, anche quando i riflettori sono puntati altrove, per non finire di essere utilizzati come degli oracoli, cui ci si rivolge quando non si sa decidere. Se anche tutti i casi sospetti fossero confermati, il bilancio rischi/benefici, sia del singolo che della collettività rimarrebbe in modo inequivocabile a favore della vaccinazione. Ma l’apparire prudenziale, sembra ancora vincente: che cosa sia realmente utile e quali effetti produce rimane uno scenario di fondo (di interesse di pochi). La domanda, in corso di pandemia, su che cos’è più prudenziale, rimane l’antico dilemma scespiriano dell’essere o non essere, continuare le vaccinazioni o sospenderle. Ma non possiamo trascurare il fatto che qualsiasi situazione può permettere a persone e ad organizzazioni senza scrupoli di approfittarne (facciamo mente locale alle intercettazioni subito dopo la tragedia del terremoto), ma ciò non deve fermare la storia, non solo perché fermarla è impossibile, ma anche perché i costi sarebbero nettamente superiori ai benefici. Se poi, si perdesse meno tempo a correre dietro a tutti gli amletici di professioni preoccupati solo di far apparire il loro ego, ma ci si concentrasse a colpire chi approfitta delle situazioni per biechi interessi, forse si acquisirebbe una maggior “efficacia sociale” e si salverebbero più vite umane (la mortalità tra i medici che si sono vaccinati si è drasticamente ridotta).

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