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Un libro per voi: "E sceglierai la vita", storia del generale Rabin


Domani a Casale la presentazione del libro sullo statista israeliano assassinato a Tel Aviv il 4 novembre 1995, dopo gli accordi di Oslo


di Alberto Ballerino

 

Appare più che mai significativa in questi tristi giorni di guerra la scelta della Comunità ebraica di Casale Monferrato di dedicare una giornata alla grande figura di Yitzhak Rabin, lo statista israeliano assassinato perché stava perseguendo una politica di pace.[1] Domani, domenica 12 aprile, alle 15.30 nella sede in via Salomone Olper, sarà presentata una sua biografia alla presenza dell’autore Adam Smulevich.  “E sceglierai la vita. Guerra e pace lungo le strade di Yitzhak Rabin” è il titolo del volume, dato alle stampe da Minerva Edizioni.


“Il libro – dice l’autore - nasce dall’anniversario e dal momento storico. Nel 2025 cadevano i trent’anni dell’assassinio e si trattava di recuperare il significato e il messaggio di un personaggio così grande. Quando fu ucciso avevo dieci anni, ricordo che nella mia casa lavorava una ragazza israeliana e la vidi contorcersi fisicamente perché si capì subito che quel momento avrebbe comunque rappresentato uno spartiacque in un momento di speranza per il Medio Oriente. Mi interessava recuperare il senso della storia di questo uomo e naturalmente di declinarla anche alla luce delle sfide di questo complicato presente non solo mediorientale”.  

Nel libro si evidenzia con efficacia il contesto in cui avviene l’omicidio di Rabin. “L’assassino ha agito in un quadro in cui ha trovato una legittimazione in frange minoritarie. Si tratta di una componente pericolosa e che era anche sotto osservazione. Però nessuno, a partire da Rabin stesso, pensava che la minaccia sarebbe potuta arrivare da quella direzione. Si temevano altri tipi di attentati. Ovviamente questi estremisti avevano la chiara intenzione di boicottare gli accordi di Oslo come i terroristi dell’altra parte. Era un periodo di particolare recrudescenza con attentati kamikaze, c’era il timore per un tentativo di omicidio da parte di Hamas o altri gruppi di questa area. Non si aspettavano che la minaccia interna fosse portata fino a questa estrema conseguenza, fu un vero trauma all’interno della società israeliana”.   


@Vince Musi - Pubblico dominio Wikipedia
@Vince Musi - Pubblico dominio Wikipedia

Inevitabile chiedersi oggi quale è la lezione di Rabin. “Ha saputo difendere con forza il diritto all’esistenza del proprio paese e allo stesso tempo è stato consapevole del fatto che non c’è sicurezza senza pace: questo penso sia la lezione che ci ha dato. Ha difeso il diritto ad esistere costruendo anche delle prospettive. Naturalmente il punto chiave è che la pace si fa in due. Anche successivamente al suo assassinio ci sono stati dei tentativi di arrivare a un compromesso con altri due importanti leader israeliani come Ehud Barak nel 2000 ed Ehud Olmert  nel 2008: se non si è arrivati a un compromesso mi sembra che sia abbastanza riconosciuto che non lo sia stato per responsabilità israeliana. Da allora la situazione si è abbastanza deteriorata”.


Il luogo dell'attentato @Christian Elgeln - Pubblico dominio Wikipedia
Il luogo dell'attentato @Christian Elgeln - Pubblico dominio Wikipedia

Oggi Israele è molto cambiata. “A livello politico la sinistra laburista adesso molto difficilmente ha la possibilità di governare in una prospettiva futura. Ad essa è stata imputata in parte anche dall’elettorato israeliano il fatto che gli accordi di Oslo sono funzionati fino a un certo punto. Allo stesso tempo, credo che la grande lezione di Rabin va al di là delle appartenenze politiche. È certamente cresciuto in quella scuola ma era prevalentemente un pragmatico e la storia di Israele e del Medio Oriente insegnano che non bisogna mai dare nulla per scontato e per irrimediabilmente perso. Abbiamo visto leader con traiettorie molto diverse arrivare a storici accordi: pensiamo a quelli tra Begin e Sadat solo cinque anni dopo la guerra della Yom Kippur. Sembrava che i due paesi fossero destinati a una situazione di eterna guerra e Begin veniva da un profilo fortemente di destra. Quello che insegna la vita di Rabin è un forte richiamo all’etica della responsabilità. Questo vale per la società israeliana, molto cambiata da allora, e anche per quella palestinese. Qualunque istanza di autodeterminazione non potrà mai passare attraverso la via del terrorismo e patrocinatori come il regime iraniano”.


Note


[1] Un passaggio del suo discorso prima di essere ucciso: «Vorrei ringraziare ognuno di voi che è venuto qui oggi a manifestare per la pace e contro la violenza. Questo governo, che ho il privilegio di presiedere con il mio amico Shimon Peres, ha scelto di dare una possibilità alla pace, una pace che risolverà la maggior parte dei problemi di Israele. […] La via della pace è preferibile alla via della guerra. Ve lo dico da qualcuno che è stato un militare per 27 anni.» In Yitzhak Rabin - Wikipedia

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