Trump annuncia un incontro "storico" tra Israele e Libano per un cessate il fuoco
- Vice
- 16 apr
- Tempo di lettura: 3 min
di Vice

Il sole sorgerà ancora per il Libano. Lo dice il presidente americano Donald Trump, non con questo titolo da richiamo cinematografico del dopoguerra italiano, ma con il solito entusiasmo ambivalente e un po' schizofrenico che lo caratterizza: l'annuncio che oggi, giovedì 16 aprile, s'incontreranno i vertici israeliani e libanesi per un cessate il fuoco. Incontro che naturalmente non può che essere storico, secondo l'elegia trumpiana, perché avverrà a 34 anni dall'ultimo; cronistoria non del tutto esatta, perché nella realtà i vertici dei due Paesi non si sono mai confrontati. Ciò che conta è che il dottor Jekyll e mister Hyde del Ventunesimo secolo che un giorno vuole azzerare una civiltà millenaria, un altro vuole imporsi come l'uomo della bontà per sedare guerre e conflitti nel mondo, domani proverà a guardare con occhi diversi il dramma del Libano, dall'inizio di marzo sotto i bombardamenti delle forze armate di Tel Aviv che hanno distrutto metodicamente il territorio meridionale del Paese, sospingendo la popolazione a tragico sfollamento, circa un milione di persone, giustificato dalla necessità di snidare casa per casa Hezbollah.[1] Una tattica militare che finora è costata duemila morti al Libano, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu, indifferente o quasi alle sollecitazioni di Trump, ieri ha ricordato che le operazioni proseguono per annientare la città di Bint Jbeil, a sud della capitale Beirut, roccaforte di Hezbollah. Alle dichiarazioni di Tel Aviv si è contrapposta stamane una nota di Hezbollah, che ha esaltato l'azione dei mujaheddin che "hanno affrontato l'esercito israeliano nei pressi di Al-Taybeh e distrutto 4 carri armati e due trasporti truppe. Insomma, non spira aria di pace.
In effetti l'annuncio di Trump è rimbalzata con prudenza, se non con aperto scetticismo, sui quotidiani on line libanesi. L'Orient-le jour scrive che si va nella direzione di una tregua e cita il presidente del Parlamento libanese Nabih Berry che ha allargato la platea dei mediatori a Riyad, cioè l'Arabia Saudita. Scettici, come si è detto sopra, e con qualche vena critica, i giornali di lingua araba. Secondo Annahar il proposito di avvicinare Libano e Israele direttamente sotto l'egida americana si scontra con una realtà sul campo controversa", sui cui continua a prevalere "un'escalation violenta delle operazioni israeliane" per raggiungere gli obiettivi militari e politici che si è prefissato il governo Netanyahu
Intanto, cresce l'attesa per un nuovo incontro tra Stati Uniti e Iran, sempre Islamabad, con la mediazione del Pakistan. Le ultime notizie si concentrano sul capo dell’esercito pachistano Asim Munir giunto a Teheran per dare corpo ad una riduzione delle distanze tra le parti in guerra. Una distanza che vede gli Usa chiedere la sospensione delle attività nucleari iraniane e il trasferimento all’estero del materiale arricchito; dall'altra parte, la proposta dell'Iran per una sospensione più breve e la rimozione delle sanzioni, sempre più attive, dopo che Washington ha annunciato una nuova stretta sul settore petrolifero, vitale per Teheran, e una rinnovata pressione sul commercio marittimo.
Tuttavia, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha manifestato "ottimismo" per l'andamento dei contatti, affermazione confermata dalla omologa iraniana, Esmaïl Baghaï, grazie ai messaggi intercorsi tra i due Paesi con la mediazione del Pakistan, ma ha ridbadito nel contempo il diritto dell'Iran a un programma nucleare civile, per quanto pronto a discutere sul “livello e il tipo di arricchimento” dell’uranio.
Ultima notizia, non meno importante per migliorare le relazioni: il presidente della Fifa, Gianni Infantino ieri si è dichiarato certo che l’Iran disputerà i Mondiali di calcio che inizieranno l'11 giugno.
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