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Un “Abbraccio” che unisce. Il World Press Photo a Palazzo Madama

di Tiziana Bonomo|

L’invito è quello di andare a Palazzo Madama che espone, fino al 28 agosto 2021, oltre alle foto vincitrici, gli scatti dei fotografi finalisti della 64ª edizione del World Press Photo Exhibition 2021. Otto le sezioni premiate: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, Portraits, Sports, Spot News. Immagino la fatica, il duro lavoro della giuria del WPP nel guardare migliaia di fotografie, progetti che devono essere selezionati in funzione di quel “significato dell’immagine fotografica”: circa 75mila fotografie di 4.315 fotografi, provenienti da oltre 130 paesi diversi. Come linguaggio viene premiata, oltre alla bravura tecnica che si dà per scontato, il coinvolgimento, l’immediatezza del racconto. Poco importa dove, quando e perché. Ciò che importa è che quella fotografia sia così forte nella sua comunicazione da suscitare emozione. Tutto il resto è irrilevante o forse lo diventa per gli addetti ai lavori.

The First Embrace © Mads Nissen, Danimarca, Politiken/Panos Pictures Rosa Luzia Lunardi (85) abbracciata dall’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, presso la casa di cura Viva Bem, San Paolo, Brasile, il 5 agosto. Era il primo abbraccio che Rosa riceveva in cinque mesi. World Press Photo

Emozione. Che parola affascinante, inquietante, perturbante. Emozione in cosa? e perché? Perché devo emozionarmi e per cosa? In questo caso perché qualcuno, qualche fotoreporter si è dannato a pensare ad un progetto, a fare ricerca sociale, antropologica, psicologia, ad andare nel luogo che contiene il progetto, ambientarsi, ambientare le persone se ci sono, scattare, fotografare, prendere appunti, stampare, guardare, selezionare e poi scegliere le fotografie che come in un alfabeto sono in grado di comunicare. Difficile scriverlo tanto quanto farlo. E poi si diventa il vincitore del World Press Photo of the Year 2021. Quest’anno il danese Mads Nissen con un abbraccio: quello tra Rosa Luzia Lunardi, 85 anni, e l’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, nella casa di cura Viva Bem, a San Paolo del Brasile, legata alla Pandemia Covid-19. Un abbraccio che oggi vorremmo tutti vero, concreto, fisico. Un abbraccio che abbraccia la vita. Un abbraccio che contenga tutto la voglia irreprensibile di dare e ricevere, di sentire con la pelle e con il cuore, di pensare e di vivere senza restrizioni. Cosa c’è di più semplice, spontaneo, naturale di un abbraccio che per noi italiani è l’essenza della nostra invidiata educazione affettiva. Un abbraccio per comunicare “emozione”. L’abbraccio mancato che avremmo voluto dare e non abbiamo potuto. L’abbraccio all’amante che lontano nulla può ricevere e donare. L’abbraccio che trasferisce amore, odio, indifferenza. L’abbraccio che trattiene, rincuora, tranquillizza. L’abbraccio che non abbandona ma raccoglie, accoglie, L’abbraccio che per noi mediterranei è la nostra vita, il nostro significato. Ecco allora l’abbraccio tra Rosa Luzia Lunardi, 85 anni, e l’infermiera Adriana Silva da Costa Souza. Andate, guardate, emozionatevi.

California Sea Lion Plays with Mask © Ralph Pace, Stati Uniti Un leone marino della California nuota verso una mascherina nel sito di immersione Breakwater a Monterey, California, il 19 novembre. I dispositivi di protezione individuale, che contengono anche plastica, possono essere scambiati per cibo da uccelli, pesci, mammiferi marini e altri animali. World Press Photo

Injured Man After Port Explosion in Beirut © Lorenzo Tugnoli, Italia, Contrasto per The Washington Post Un uomo ferito dopo l’esplosione nel porto di Beirut, in Libano, mentre i vigili del fuoco lavorano per spegnere gli incendi che hanno avvolto i magazzini dopo l’esplosione, il 4 agosto. World Press Photo

In ultimo, includiamo anche tra le emozioni la storia del World Press Photo che nasce nel 1955. Si tratta di un’organizzazione no-profit con sede ad Amsterdam che ha dato vita al più grande e più prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale. Dopo il concorso, le fotografie vincitrici sono assemblate in una mostra itinerante in oltre 120 città, visitata da oltre un milione di persone in 50 paesi. Inoltre viene pubblicato un annuario che presenta tutte le fotografie premiate in sei lingue differenti. Sostenere la fotografia professionale su scala internazionale è uno tra gli obiettivi primari dell’organizzazione. Si dice che molti fotografi oggi fotografano in funzione di questo premio: alla ricerca di una inquadratura che, già si sa, piace alla giuria del WPP. Vero, falso? Poco importa se il risultato è così “significante” che immergersi nelle immagini premiate e non, restituisce una dimensione di conoscenza, di partecipazione.

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