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Sempre gravi le condizioni di Salman Rushdie



Restano gravi le condizioni dello scrittore Salman Rushdie accoltellato ieri al collo e all'addome da un simpatizzante dell'Iran e delle Guardie Rivoluzionarie durante una conferenza al Chautauqua Institution, nel sud-ovest dello stato di New York, a un centinaio di chilometri da Buffalo. Andrew Wyilie, l'agente letterario di Rushdie, 75 anni, nato in India con passaporto britannico, inseguito dal 1989 da una fatwa (sentenza religiosa) per il suo libro "I versetti satanici", ha spiegato ai giornalisti che lo scrittore è collegato a un ventilatore e non può parlare. Probabilmente, ha aggiunto, perderà l'occhio raggiunto dal fendente, i nervi della sua mano sono recisi e il suo fegato è danneggiato.


Hadi Matar, questo il nome dell'aggressore di Rushdie, è un ventiquattrenne residente nel New Jersey. Nel suo account Facebook sono state rilevate le foto dell'ayatollah Khomeini che emise la fatwa contro Rushdie, di Khamenei e di Qassem Soleimani, lo storico comandante delle Guardie iraniane della Rivoluzione, uomo dell'élite del regime degli ayatollah, eliminato il 2 gennaio del 2020 dall'intelligence statunitense con un attacco missilistico a Baghdad. Secondo alcuni informazioni circolate sul web, Hadi Matar potrebbe essere di origine libanese.


Intanto, è stato dimesso dall'ospedale l'altro ferito, Henry Reese, il moderatore dell'incontro con Rushdie.



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