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Ritorno a scuola e vaccino ai dodicenni

di Menandro |

Non si può non sobbalzare dalla sedia ascoltando un leader di partito, che si dichiara “di lotta e di governo”, sostenere che è anche “pericoloso vaccinare ragazzi di 12 anni”. La domanda, infatti, sorge spontanea, a meno di due mesi dal ritorno in presenza a scuola: chi lo ha sentenziato, scientificamente parlando? Lo ha scritto forse l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali che “protegge e promuove la salute dei cittadini e degli animali valutando e monitorando i medicinali all’interno dell’Unione europea (UE) e dello Spazio economico europeo” (https://www.ema.europa.eu ). O l’allarme è stato lanciato dalla FDA (https://www.fda.gov), l’Agenzia per gli alimenti e i medicinali, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America? O magari è sfuggito, nel nostro piccolo, un avvertimento recente dell’Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco (https://www.aifa.gov.it). Ma nulla di tutto ciò è pervenuto, né al mondo, né alla comunità scientifica internazionale. Ultimo, ma non meno importante, c’è il silenzio dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità (https://www.iss.it). Né si registrano studi di Centri ricerca internazionali e italiani preoccupati di eventuali rischi per i dodicenni. In sintesi, gli studiosi, coloro che di professione si dedicano alle attività scientifiche da decenni (oltre agli anni sulle sudate carte per la laurea, la specialità, il dottorato ed altro ancora) hanno escluso che il vaccino sia dannoso per i dodicenni. Siamo dunque ad un bivio, anzi al bivio, che investe il nostro modo di stare insieme, di essere comunità e società: o consideriamo le istituzioni scientifiche, emanazioni degli Stati e delle Organizzazioni internazionali, formate da persone perbene, serie, preparate, di cui fidarci (pur con i dovuti controlli), alle quali affidiamo la nostra salute o, al contrario, le consideriamo un trust di corrotti, al servizio della Spectre versione 4.0, insomma truffatori che speculano sulle malattie, sul disagio psicofisico per arricchirsi e far arricchire. Tertium non datur. A meno che il mondo non abbia deciso di rovesciarsi, in nome di una catarsi di cui però ci sfugge – in questo momento – l’utilità, almeno per la nostra salute mentale. E le avvisaglie ci sono tutte. Triste, ma è così. È la stessa pandemia a suggerircelo con le manifestazioni sguaiate contrarie alle vaccinazioni in cui si elevano a difensori della libertà esponenti di estrema destra che hanno nel loro Dna (unico elemento scientifico certo) l’esaltazione della dittatura e negazionisti della Shoah che ostentano la Stella di David. Il fine ultimo, banale quanto pericoloso, è quello di rafforzare nell’opinione pubblica l’idea che in quei raduni da “Terra di mezzo” conoscenze e competenze scientifiche siano un optional. E che per effetto transitivo, la difesa della libertà è soltanto l’urlo di parole in libertà (paradosso della conseguenza), generiche e superficiali, per dare credibilità alla protesta medesima. A prevalere, così, diventa l’assioma che più libertà passa dall’ignoranza, più è da ritenersi elemento genuino, autentico, non contaminato da interessi e speculazioni. Razionalmente è un assurdo. Ma la storia insegna che attraverso ragionamenti assurdi il mondo è andato in fiamme, perché chi privilegia l’istinto animale per organizzare e cavalcare la protesta irrazionale e la furia iconoclasta di chi odia l’altro, il diverso, per professione, sa raccogliere attorno a sé il peggio con cui manipolare anche il meglio. Tocca ora alla politica alta, a chi ha la responsabilità di guidare un Paese, una nazione in questi momenti controversi, fermare la deriva anarcoide. In ragione del consenso non si può e non si deve raccogliere lo sporco. A quello ci pensano già gli spazzini.

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