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Popolo multietnico e interreligioso in cammino per la pace

Una domenica diversa a Valdocco con interventi di Repole, Lo Russo e Marrone


di Luca Rolandi


Una intera giornata di festa per tutti, tra Valdocco e i luoghi della santità torinese, vissuta con migliaia di persone di tante nazionalità, culture e anche fedi diverse. Nel pomeriggio musiche, balli e canti dal mondo e poi, in piazza Maria Ausiliatrice, parole di pace con il cardinale Roberto Repole, il sindaco Stefano Lo Russo e il vicepresidente della Regione, Maurizio Marrone.

Si sono ritrovati davanti a Maria Ausiliatrice in migliaia e di tante nazionalità, di culture e anche di fedi diverse, ma tutte e tutti con un unico e comune intento: quello di vivere insieme, gli uni accanto agli altri, una giornata gioiosa nel segno della pace e della fratellanza. “Popoli in cammino per la pace”, è stato un incontro di persone che hanno trascorso una domenica di festa e di condivisione tra musiche, balli, giochi, incontri, visite guidate ai luoghi santi sociali torinesi e momenti spirituali, con la regia di Sergio Durando, direttore della Pastorale Migranti della Diocesi, la Fondazione Migrantes e il delegato della Conferenza Episcopale del Piemonte monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti, una lunga esperienza missionaria alle spalle.

La mattina in Piazza Maria Ausiliatrice è stata caratterizzata dal pellegrinaggio regionale dei migranti, delle comunità etniche, delle cappellanie cattoliche e delle associazioni di tante nazionalità presenti a Torino e in Piemonte, con la messa presieduta nella Basilica dal vescovo ausiliare di Torino, monsignor Alessandro Giraudo.

La vice sindaca Michela Favaro presente in piazza ha evidenziato come “Un clima splendido. Il messaggio più forte che Torino può consegnare oggi: la pace non nasce da parole astratte, ma da relazioni concrete, da luoghi che si aprono, da comunità che si incontrano, da persone che scelgono di riconoscersi reciprocamente. Ringrazio i cittadini e le cittadine piemontesi, provenienti da ogni parte del mondo per festeggiare l’amicizia tra i popoli, il rispetto tra le fedi e scoprire il luoghi della carità torinese”. Ricca davvero la partecipazione alla giornata con la presenza della Torino del terzo millennio tra momenti di preghiera e riflessioni di chiese cristiane, comunità islamiche e le altre tradizioni religiose insieme alle realtà associative, i Comitati e strutture istituzionali tra le quali Comitato diritti umani del Consiglio Regionale con la presenza del presidente Nicco e il vice Giampiero Leo.

E poi ancora i luoghi della festa sono stati il “Cammino sui passi dei Santi Sociali e nei luoghi della carità” del capoluogo piemontese, con la possibilità di visitare la Piccola Casa della Divina - Cottolengo (simbolo di cura per i più fragili), il Valdocco di Don Bosco (culla dell’opera salesiana), il Distretto sociale fondato dai marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo (oggi cittadella della solidarietà che ospita, tra le altre realtà impegnate nel sociale, la Pastorale diocesana dei migranti), i luoghi di Pier Giorgio Frassati (il Santo testimone di fede e impegno sociale), la Casa Madre dei Missionari della Consolata (congregazione fondata dal Santo Allamano), il Sermig Arsenale della Pace (ex fabbrica bellica trasformata in luogo di pace, accoglienza e solidarietà) e un importante centro torinese di cultura islamica, la Moschea della pace di corso Umbria come segni di una città che cammina nella storia.

Nel primo pomeriggio la festa è continuata con musiche, balli, canti dal mondo e animazione per i bambini nei due cortili all’interno del centro salesiano di Valdocco e poi in piazza a leggere un messaggio per la pace rispondendo alla domanda, rivolta anche a tutti i partecipanti, "se dovessi parlare di pace al mio vicino di casa, gli direi che…” e poi ancora finale con un canto di pace e la distribuzione di ramoscelli di ulivo e pane portato dalla comunità rumena, come segno di condivisione e fraternità. Tante le idee espresse fino agli attesi saluti finali dell’arcivescovo Roberto Repole, Stefano Lo Russo e Maurizio Marrone. La pace mette d’accordo il cardinale, il sindaco e il vicepresidente della Regione. In brevi interventi accomunati da un comune obiettivo hanno, con accenti diversi, parlato di pace, giustizia e dignità dell’uomo rispondendo alla domanda “Se dovessi parlare di pace al mio vicino di casa, cosa diresti?”.

Il cardinale Repole ha sostenuto come sia da respingere l’idea che “la guerra sia una realtà ineludibile". Gli uomini non sono fatti per combattere e dividersi, perché nel profondo sono animati da un istinto di benevolenza, fiducia e solidarietà. La pace è la normalità e per promuoverla è necessario combattere tutte le forme di ingiustizia”.

Stefano Lo Russo ha affermato come sia necessario “costruire ponti e non muri per creare un comunità che convive nella ricchezza delle diversità della città”. Nel cuore dei luoghi dove Don Bosco iniziò la sua opera il sindaco ha ricordato come Torino sia stata e sia tuttora terra di accoglienza: “Don Giovanni Bosco si fece carico dei ragazzini che arrivavano con gli stracci. In una città che li rifiutava” e ispirati da quel carisma anche noi dobbiamo proseguire il nostro impegno perché oggi “Torino senza le comunità migranti non avrebbe futuro. In un mondo dilaniato da odio, guerre e violenze, questo è un segnale di speranza per i giovani”.

Infine, Maurizio Marrone ha ribadito come la pace riguardi richieda uno sforzo concreto di tutti. “Dall’impegno dell’Agenzia regionale per progetti in Africa e Medio Oriente e anche nei Balcani, senza dimenticare l’azione del governo contro l’escalation dei conflitti globali, negando armi e basi logistiche, per riportare al centro la diplomazia e il diritto internazionale. La migrazione sia un diritto e non una necessità dovuta a guerre e mancanza di libertà, come ha indicato il Papa. Per Torino è prioritario creare condizioni di lavoro per una integrazione che vuole dire pari opportunità per tutti”.

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