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“Futuro Nazionale” pone Meloni davanti al dilemma aggregare o isolare Vannacci

di Antonio Nicolosi*


Roberto Vannacci ha scelto il giorno di Sant’Antonio per scendere in campo. Ieri, sabato 13 giugno, il generale, ex comandante del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” della Folgore, ha presentato a Roma “Futuro Nazionale”, il suo partito personale. Ingresso nella politica organizzata, anfibi piantati a terra, retorica militare e un obiettivo netto: disgregare l’attuale destra di governo, a partire da Giorgia Meloni e dalla Lega, come è stato osservato stamane su questo sito[1].

La data non è casuale, arriva prima del tour della campagna elettorale estiva e, soprattutto, prima dell’approvazione di alcuni provvedimenti che stanno a cuore al generale, così da cercare di veicolarli su posizioni più destrorse e meno centriste.

Il tono del lancio, sempre lo stesso, ovvero richiamare volutamente simboli e memoria militare: dai richiami alla X Mas del principe Junio Valerio Borghese, spezzino come lui, fino alle “ritirate sacrificali” da El Alamein alla Russia. Frasi ad effetto, come “siamo feccia”, per intercettare un elettorato che si riconosce nel cameratismo e nell’idea di Patria combattente. Ora vedremo il calcolo politico di Meloni perché a destra il nodo è politico più che ideologico: molti politici di centro destra vorrebbero non aggregare Vannacci. Il ragionamento è semplice: il popolo di centrodestra, pur di non far perdere la destra, potrebbe comunque non votarlo. Quindi l’idea sarebbe quella di ignorarlo.

Il metodo Vannacci mira proprio a questo? L’ex generale punta dritto ai giovani che in passato hanno scelto Salvini e la sua Lega, nonché al serbatoio di chi ha indossato una divisa. “Le stellette non si cancellano, restano attaccate alla pelle” è il messaggio sotteso. Charme da combattente, berretto da paracadutista, fisico del ruolo: strumenti per reclutare nuovi adepti. Bersaglio dichiarato la Lega, un “agglomerato confuso e clientelare” per usare le parole di Indiscreto controcorrente, e Fratelli d’Italia, accusata di non rappresentarlo più.

Una destra che si spacca? Con Futuro Nazionale Vannacci non cerca alleanze: cerca spazio. La sua missione, dichiarata senza infingimenti, è smontare l’attuale equilibrio a destra. Se Meloni sceglierà l’isolamento, rischierà di perdere una fetta di elettorato identitario e securitario. Se proverà ad aggregarlo, dovrà gestire un alleato scomodo, con riferimenti storici e un linguaggio che dividono l’elettorato centrista moderato.

Il debutto c’è stato. Ora la destra deve decidere se trattarlo da avversario o da pezzo mancante del puzzle.


*Segretario Generale UNARMA Carabinieri

Note

[1]

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