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TACCUINO MEDIORIENTALE Scorre ancora sangue in Libano: muore in un bombardamento di Israele la giornalista Amal Khalil

Amal Khalil, foto circolata sui social network
Amal Khalil, foto circolata sui social network

LIBANO. Amal Khalil seguiva le vicende del suo Paese da quasi vent'anni per il quotidiano progressista al-Akhbar. Sempre in prima linea, sempre sui luoghi dove le guerre martoriavano il suo Libano, lì si trovava Amal Khalil.

Ne si parla al passato, perché è stata uccisa in un attacco israeIiano nel sud del Libano. Insieme e lei è stata ferita la sua collega Zeinab Faraj. Da fonti libanesi, si è appreso che "ripetuti attacchi contro giornalisti e paramedici hanno ritardato i soccorsi per ore", come riporta nella sua prima pagina on line l'emittente Al Jazeera. Insieme ad Amal Khalil, nei bombardamenti di ieri sono morte altre quattro persone.

La notizia è riportata anche in prima pagina dal quotidiano libanese L'Oriente-Le Jour, che pubblica una foto di Amal Khalil, bellissima e dallo sguardo luminoso nella sua giovinezza stroncata dalla violenza senza freni e controllo israeliana. Amal Khalil stava seguendo il conflitto a Tiri con la sua collega fotografa Zeinab Faraj.

L'incipit dell'articolo: "Alle 23:18 ora di Beirut, il quotidiano al-Akhbar ha annunciato: "Morte del nostro collega Amal Khalil." La giornalista si trovava a Tiri, nel distretto di Bint Jbeil nel sud del Libano, quando nel pomeriggio ha avuto luogo un attacco israeliano, seguito da un secondo, che l'ha sepolta sotto le macerie di una casa. Solo dopo molte ore i servizi di emergenza hanno finalmente estratto il suo corpo".

Sull'uccisione della giornalista, come riporta Agenzia Nova, è intervenuto il Primo ministro del Libano, Nawaf Salam, che ha accusato Israele di crimini di guerra dopo l'ennesimo attacco nel sud del Paese. E il ministro dell'Informazione libanese Paul Morcos nel condannare gli attacchi, ha chiesto protezione per i giornalisti.

Del resto, ieri, mercoledì 22 aprile, nonostante la tregua, l'esercito israeliano ha compiuto diversi attacchi mortali nel sud del Libano, continuando le operazioni di demolizione nell'area di confine che cerca di trasformare in una "zona cuscinetto".

Operazioni costate al Libano 2.400 persone uccise dal 2 marzo scorso, quando Israele ha promosso una nuova offensiva anti-Hezbollah con l'invasione sempre più profonda nell'area meridionale del Paese.

Intanto, si attende a Washington la ripresa del confronto tra le delegazioni libanesi e israeliane per proseguire la tregua che nel concreto appare fragile e contrassegnata da morti e distruzioni.

IRAN. Ancora in stallo il secondo round di incontri mediato dal Pakistan tra Iran e Usa a Islamabad. Ieri il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, non si è lasciato sfuggire l'occasione dell'ennesima frecciata a Trump e a Netanyahu, accusati di "bullismo". Preludio all'accusa rivolta dai funzionari iraniani alla Casa Bianca di provocare l'impasse diplomatico con il blocco dello Stretto di Ormuz che impedisce un cessate il fuoco completo tra i due Paesi, come riporta Al Jazeera.

Dall'altra parte dell'Atlantico, in attesa del quotidiano e immancabile intervento del presidente Trump, i media americani hanno spostato l'attenzione sull'ennesima "testa" eccellente caduta per le "baruffe" interne all'establishment della Casa Bianca. Ieri, infatti, è stato "dimissionato" John Phelan, segretario della Marina, uno dei maggiori finanziatori della campagna elettorale del presidente Donald Trump. All'origine della decisione vi sarebbe, secondo il Washinton Post che ha raccolto le indiscrezioni dei alcuni funzionari, "i ripetuti scontri con il Segretario alla Difesa Pete Hegseth.Phelan fu costretto a lasciare il ruolo di segretario della Marina dopo 13 mesi

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