Osservando i nostri tempi
- Domenico Cravero
- 20 ore fa
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Scoprire la parte nascosta dell'altro, mentre si scopre la propria
di Domenico Cravero

L’incontro di una donna e di un uomo che si realizza nella coppia genitoriale possono fungere da metafora della bellezza e della fatica della crescita, della forza (ma anche della fragilità) della comunicazione affettiva, della fecondità dell'amore umano. La parità piena e reale tra i generi corrisponde a una delle sfide più importanti e difficili della nostra epoca. Aprire uno spazio all’altro diverso dal proprio genere, è il primo e più difficile gesto multiculturale. Più avanzano gli studi nel campo sperimentale come in quello filosofico, più emergono le differenze maschili e femminile (insieme a considerevoli somiglianze) soprattutto nel dominio emozionale e relazionale. Si riconosce che è la ricchezza delle differenze che permette all’intimità amorosa di rinnovarsi indefinitamente e fa evolvere le capacità comunicative.
La sessualità non smetterà di costituire una realtà in divenire, capace di regressione, di fissazione, di progressione, ma il lavoro, avviato nell'infanzia e proseguito nell'adolescenza, porrà le basi sicure per equilibri sempre nuovi. Nulla più dell'amore familiare contribuisce a ricostruire l'intimo legame tra sessualità e generazione, dimensioni oggi sempre più presentate e vissute come indipendenti. Condizione ideale per una serena educazione sessuale è la compresenza di entrambi i genitori e la loro collaborazione in ruoli diversi ma complementari. È significativa la considerazione che, quando i giovani hanno un’immagine paterna negativa, o svalorizzata da parte della mamma, trovano maggiori difficoltà nell’elaborare il rapporto con il reale, nel costruire la propria identità. La maturità affettiva e sessuale richiede lunghi tempi di trasformazioni e di impegno, la confidenza discreta e l'esempio dei genitori sono l'aiuto e il riferimento più sicuro.
I ragazzi oggi tendono ad avere un’immagine maschile debole, caratterizzata da scarsa confidenza e sicurezza in sé. Le donne aspettano di appoggiarsi su un uomo solido ma spesso non lo incontrano. Vorrebbero un uomo tenero ma forte, ma la richiesta appare paradossale. Le donne che sono diventate tali per l’impegno che vi hanno messo, si aspettano un medesimo investimento anche da parte dei maschi. La guerra dei sessi non ha però vincitori. Esiste un solo rimedio: la franchezza del dialogo, l’autenticità della relazione, la libertà della parola. Donne e uomini hanno tutto da guadagnare a imparare a vivere in parità e differenza. La società vive invece un tempo di confusione delle culture e dei simboli e non sa rappresentare nell’autenticità le differenze.
È inaccettabile una cultura ammiccante e complice verso la mancata definizione del sé in senso sessuale, quasi fosse un modo per distinguersi e sentirsi superiori. Si richiede oggi un salto di qualità nel processo di umanizzazione: pensare il gender come relazione e non come scelta o identificazione individuale. La differenza si basa sul riconoscimento di una reale alterità, né dualistica né residuale, ma similare fra uomo e donna. La relazione s’ispira a una somiglianza fra i sessi che significa pari dignità, pari diritti umani, senza con ciò produrre uniformità di trattamento, ma complementarità di compiti e reciprocità interattiva.
Ci si ama soltanto come “altri”. Perché l’amore possa costituire in unità, bisogna senza fine scoprire le individualità che si esprimono nella differenza. La relazione possessiva (la coppia fusionale, le relazioni tossiche, le amicizie chiuse) diventa un mito mortifero. Per educare alla differenza è utile prevedere anche tempi e forme in cui ragazze e ragazzi rispondano separatamente alle nuove domande, per riconoscersi nella rispettiva identità, acquisire il senso della differenza e rapportarsi da persona a persona.
La relazione matura avviene, infatti, in un ininterrotto incrocio delle identità e delle differenze: “Io, maschio, riconosco e sviluppo in te la donna che tu sei; io, donna, riconosco e sviluppo in te l’uomo che tu sei”. Maschi e femmine sono le forme dell’umano, presuppongono l’esistenza del sesso opposto: la maschilità crea la femminilità e viceversa. Oggi manca non solo una conoscenza delle reciproche fisiologie e psicologie, ma più ancora l’attenzione all’unicità dell’Altro, irriducibile a ruolo o funzione. Ogni persona è inedita: non può quindi essere interamente conosciuta o, peggio, dominata dall’altro. Ognuno può rivelare però all’altro la sua parte nascosta, mentre scopre la propria. Solo questo atteggiamento è generatore di sorpresa e non smette di trasformare la coppia in un viaggio in cui non si finisce mai di ascoltare, svelare e comprendere il mistero di sé e dell’altro.











































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