Nell'ultima settimana il Regime degli ayatollah ha ucciso sei prigionieri politici
"Questa mattina il regime criminale iraniano ha giustiziato altri due membri dei Mojahedin. Questi due, insieme ad altre quattro persone giustiziate lunedì e martedì scorsi, erano stati condannati a morte alcuni mesi fa dalla Corte Suprema del regime degli ayatollah".
Comincia così la nota di Mahmoud Hakamian, responsabile esteri in Italia del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana, diffusa in queste ore. Bloccato il web in Iran, le notizie filtrano attaverso gli oppositori e a riportare la notizia è l'emittente Iran International, che ha reso noti anche i nomi dei due prigionieri politici giustiziati. Si tratta di "Abolhassan Montazer e Vahid Bani-Amerian, accusati di "terrorismo" e sottoposti ad una serie di accuse tra cui "ribellione armata", appartenenza al gruppo di opposizione Mojahedin-e Khalq (MEK) e pianificazione di attacchi con lanciarazzi. Il rapporto del ministero della "giustizia" iraniano afferma che i due sono stati arrestati mentre si preparavano presumibilmente a compiere un attacco e che il tribunale si è basato su quelle che ha descritto come confessioni e prove.
Mahmoud Hakamian ricorda ancora che Vahid Bani Ameryan, 33 anni, ingegnere elettrico con un master in management, era stato arrestato nel gennaio 2024, dopo vari arresti e condanne per complessivi sei anni di carcere.
Abolhassan Montazer, 66 anni, laureato in architettura, era stato un prigioniero politico ai tempi dello Shah Reza Pahlavi e anche negli anni ’80. A partire dal 2017 aveva sebito la persecuzione del regime clericale, arrestato e incarcerato più volte. L'ultimo e definitivo arresto il 21 dicembre 2023; complessivamente aveva trascorso undici anni in carcere.
La scorsa notte Mai Sato, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per l’Iran, alla vigilia delle esecuzioni ha dichiarato: «Sono preoccupata per la situazione di Vahid Bani Ameryan e Abolhassan Montazer. Secondo le informazioni pervenute, essi sono a rischio imminente di esecuzione». Premonizione che si è purtroppo realizzata.
Nello stesso tempo, osserva ancora Hakamian, "da parte dei governi europei — in particolare dell’Italia, che è stata all’avanguardia nella lotta globale per l’abolizione della pena di morte — e del Ministero degli Affari Esteri italiano, non si è registrata alcuna reazione o condanna".
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