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Punture di spillo: alla ricerca di una ragione della guerra in Ucraina

a cura di Pietro Terna|


Il ricordo è sfocato nella data, ma certo nei contenuti: anni fa Edward Luttwak1 , non ancora onnipresente in televisione, ma noto come stratega politico, era intervenuto a un incontro organizzato a Torino dai Giovani imprenditori, movimento della Confindustria. A chi gli proponeva una complicata interpretazione dell’azione degli Stati Uniti in quei giorni, aveva risposto rappresentando una realtà di quella amministrazione talmente complessa – con le sue agenzie, comitati, poteri e contropoteri – da provocare “uno scontro con X anche se si è stabilito di attaccare l’avversario Y”.

Ho ricordato quell’episodio in questi giorni di smarrimento di fronte a quello che accade in Ucraina: quasi uno scontro tra sistemi che non controllano le proprie azioni con la ragione e che sembrano costretti, Russia da una parte e Stati Uniti dall’altra, a un conflitto da cui non si sa come uscire. Da un lato un paese, gli Stati Uniti, che solo pochi anni fa aveva scelto Trump come proprio riferimento. Trump l’amico di Putin che dopo l’incontro di Helsinki del luglio 2018 biasimava2 i suoi stessi servizi di intelligence, “rei” di aver diviso le due potenze con la vicenda del cosiddetto Russiagate3 collegato alla propria elezione. Poi la scelta è caduta su Biden, che quanto meno non ha un seguito di fanatici complottisti come quelli di QAnon4 o di brigate di pazzi che assaltano il Congresso. Dall’altra parte un paese governato in modo certamente dispotico e completamente opaco ai nostri occhi. La trappola della complessità è sempre imperante

Pochi giorni fa sul Corriere della sera è stata pubblicata un’intervista5 molto significativa a Jeffrey Sachs, economista della Columbia University e, dal 1990 al 1993, consulente del Cremlino per la transizione dal comunismo. Accusato di errori compiuti in quella operazione, bolla le critiche come chiacchiere accademiche. «Il grande errore è credere che la Nato sconfiggerà la Russia» afferma. E “quando Zelensky ha lanciato l’idea della neutralità, l’amministrazione americana ha mantenuto un silenzio di tomba”. In ogni caso, che cosa significa sconfiggere Putin? Le parole di Luttwak ritornano alla mente. Esagerazione? In questi stessi giorni negli Stati Uniti è scoppiata la discussione sul ruolo e sulla legittimità del nuovissimo Disinformation Goverance Board6 istituito dal Dipartimento della sicurezza nazionale. Ditemi voi: dovendo istituire un sistema di protezione dagli attacchi informativi che mirano a destabilizzare l’opinione pubblica, lo chiamereste in quel modo? Il serissimo Washington Post ha mostrato7 impietosamente gli errori commessi. Tutto ciò mentre la contrapposizione con la Russia è massima! Non può che riemergere quanto affermato da Luttwak. Sul Corriere della Sera del 3 maggio l’intervista8 è a Papa Francesco, che esprime la volontà di andare a Mosca, come ha richiesto sin da subito all’ambasciatore russo, e manifesta il massimo dissenso con le posizioni del patriarca Kirill, cui ha espresso in un colloquio diretto che gli è impossibile comprendere le ragioni della guerra. Sulle armi si esprime in modo durissimo, con una considerazione impressionante nel suo realismo: “Le guerre si fanno per questo: per provare le armi che abbiamo prodotto. Così avvenne nella guerra civile spagnola prima del secondo conflitto mondiale”.9

Lev Tolstoj

Intanto, Piotr Tolstoj, vicepresidente della Duma di Stato della Federazione Russa e trisnipote proprio dell’autore di Guerra e pace, ci informa10 che l’esercito russo si fermerà solo ai confini con la Polonia. La complessità è talmente elevata che occorrono momenti lineari e palesi di decisione. Occorre l’assunzione diretta di responsabilità dei parlamenti per la ricerca della fine del conflitto a ogni costo. Chiediamoci anche chi ha deciso di mandare le armi che ogni giorno arrivano all’Ucraina, poche o tante che siano quelle dell’Italia o di ogni altro singolo paese. E chiediamoci base di quale confronto politico, rappresentativo della volontà di tutti noi elettori, ciò sia avvenuto. Non sappiamo rispondere. _______

1 https://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Luttwak 2https://www.iai.it/it/news/trump-putin-piu-partner-che-rivali 3https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_presidenziali_negli_Stati_Uniti_d%27America_del_2016 4https://it.wikipedia.org/wiki/QAnon 5https://www.corriere.it/politica/22_maggio_01/sachs-stati-uniti-nato-russia-8509a362-c8b4-11ec-85c4-7c8d22958d02.shtml 6https://en.wikipedia.org/wiki/Disinformation_Governance_Board 7https://www.washingtonpost.com/politics/2022/05/02/dhs-tries-right-controversial-rollout-its-disinformation-governance-board/ 8https://www.corriere.it/cronache/22_maggio_03/intervista-papa-francesco-putin-694c35f0-ca57-11ec-829f-386f144a5eff.shtml 9Esplicativo fu l’attacco aereo compiuto dalle forze tedesche (la Legione Condor) e dell’l’Aviazione legionaria italiana inviata da Mussolini per aiutare i nazionalisti spagnoli con il bombardamento sulla città di Guernica, nella provincia basca, il 26 aprile 1937. Si trattò, infatti, di un attacco terroristico sulla popolazione civile, in cui venne distrutto circa il 70 per cento delle abitazioni. risulta da fonti e testimonianze sia contemporanee all’evento sia del dopoguerra. Al processo di Norimberga, il comandante della Luftwaffe (l’aviazione tedesca) e gerarca nazista Hermann Göring ammise che Guernica era stato un banco di prova per sperimentare gli aeroplani e ciò, più importante, l’impatto psicologico sui civili. 10https://www.linkiesta.it/2022/05/pjotr-tolstoj-guerra-russia-ucraina/

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