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Sostegno all’auto: direzione giusta. Ora un progetto di politica industriale

di Davide Julio Provenzano* |

Il recente provvedimento al settore Auto, porta in dote 1 miliardo all’anno sino al 2030. Da tempo i sindacati chiedevano un intervento a sostegno di uno dei settori maggiormente colpiti dalla transizione energetica. Tuttavia la dote non è sufficiente, poiché se verrà confermato che gli incentivi riguarderanno sia le auto full electric che le ibride, appare evidente che non basteranno a coprire un mercato così ampio. Gli incentivi sono fondamentali in questo periodo, basti pensare che oggi a Torino Mirafiori, si producono quotidianamente 320 Fiat 500 elettriche, se questa produzione non verrà sostenuta anche dagli incentivi, rischia di non reggere nel medio-lungo periodo.Come è noto, rispetto alle auto tradizionali, la vettura elettrica ha costi maggiori per via dell’incidenza delle batterie e dei componenti elettronici, componenti sempre più difficili da reperire e con aumenti significativo a listino. Come Fim Cisl, riteniamo che si debba guardare con favore a quelle misure che sostengono il settore e l’occupazione, con l’obbiettivo del contenimento delle emissioni. Del resto, è ciò che ci chiede l’Europa. In conclusione questo provvedimento rappresenta l’ideale primo passo nella giusta direzione di marcia. Siamo certi che servirà a rafforzare le produzioni e la formazione per tutti i lavoratori della filiera Automotive nel nostro Paese. Ma si è altrettanto consapevoli che se il provvedimento non corre in parallelo a un progetto di politica industriale, che da anni i sindacati reclamano, rischia di non produrre gli effetti sperati. *Segretario Generale Fim Cisl Torino e Canavese

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