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La guerra in Libano? "Solo scaramucce" dice Trump

Aggiornamento: 9 ore fa

Giornata di lutto nazionale. Si contano oltre 250 morti e migliaia di feriti nell'ultimo attacco israeliano sulla parte meridionale del Paese. Più di 90 persone sono state uccise solo a Beirut, secondo la Difesa Civile del Libano. Si prevede che il bilancio aumenterà man mano che le squadre di soccorso continuano a cercare


La situazione è drammatica. E ciò che ripete da ore il primo ministro libanese Nawaf Salam che ha annunciato per oggi, giovedì 9 aprile, giornata di lutto nazionale e la decisione, come riporta Al Jazeera, di mobilitare tutte le risorse politiche e diplomatiche del suo Paese per fermare la macchina da guerra israeliana che ieri, mercoledì 8 aprile, ha scatenato l'apocalisse su Beirut e dintorni, e nella valle della Bekaa.

Ma dall'altra parte dell'Oceano, il presidente americano è come se scrollasse le spalle, minimizzando la portata dei raid d'Israele sul Libano, raid "declassati" a semplice scaramuccia e giustificati dall'assenza di un accordo a causa di Hezbollah. All'opposto, lo Stato maggiore delle forze israeliane non ha minimamente ridimensionato l'operazione, annunciando di aver effettuato il suo "più grande attacco coordinato" contro Hezbollah, specificando di aver effettuato 100 attacchi in 10 minuti dall'inizio della guerra Usa-Israele contro l'Iran il 28 febbraio scorso.[1]

E, in effetti, sia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sia il vicepresidente statunitense JD Vance hanno giustificato l'attacco che ha provocato il panico tra la popolazione libanese di non avere mai fatto la promessa di includere il Libano nell'accordo sulla tregua con l'Iran. Affermazione contraddetta dal Pakistan, mediatore della tregua tra i due paesi, secondo cui anche il Libano è incluso nel cessate il fuoco di due settimane. Posizione a cui si è associata anche l'Australia, come pubblica il quotidiano israeliano Haaretz.

In realtà, Washington non è nella condizione di bloccare Netanyahu, i cui spazi di manovra sono oramai illimitati, come dimostrano i fatti. L'esercito israeliano martella Beirut, fomentando la reazione di Teheran che ha iraniana che chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz. Tel Aviv destabilizza il mondo. E a denunciarlo è l'Onu che ha condannato con il suo segretario generale Guterres la perdita di centinaia di vite civili, esortando le parti a cogliere l'opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Un appello destinato a cadere nel vuoto e a devitalizzare ulteriormente l'azione delle Nazioni Unite - oggi è prevista la riunione del Consiglio di Sicurezza alle 10, ora di New York - per l'atteggiamento che non ha più bisogno di aggettivi degli Stati Uniti. In proposito, si distingue il resoconto di Haaretz che osserva il linguaggio "insolitamente duro" del Segretario Generale dell'ONU António Guterres con cui ha condannato gli attacchi israeliani in Libano.

Intanto stamane, sempre Haaretz riporta una nota di Hezbollah, che afferma di "aver lanciato razzi contro il nord di Israele nel suo primo attacco contro il paese da quando gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco di due settimane con l'Iran". Nel suo comunicato, Hezbollah spiega che il suo attacco è avvenuto in risposta a quella che ha definito violazioni del cessate il fuoco israeliano, dopo che Israele ha lanciato mercoledì il suo più grande attacco contro il Libano in questa guerra: "Questa risposta continuerà finché l'aggressione israelo-americana contro il nostro paese e il nostro popolo non avrà termine".


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