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Il Papa e il lavoro, una voce inascoltata

di Luca Rolandi |

Il lavoro che non c’è, il lavoro fragile e precario e ancora il lavoro che uccide, come è accaduto a Novara nei giorni scorsi. Il tema del lavoro è intermittente nel discorso politico, a volte marginale, eppure dovrebbe essere il cuore della rinascita post-pandemica. Chi invece, nonostante il suo ruolo sia prettamente spirituale e di capo religioso, continua a mettere l’accento sulla sua priorità è Papa Francesco che ancora recentemente è tornato a parlare di lavoro. Nell’udienza al Progetto Policoro della Chiesa italiana, ideato 25 anni fa da un grande prete, don Mario Operti, prematuramente scomparso nel 2001, Francesco Papa ha sottolineato gli aspetti che devono animare il cammino di questo servizio, nato per promuovere l’occupazione e l’imprenditoria giovanile soprattutto al Sud, perché “la dignità di una persona non viene dai soldi, ma viene dalle cose che si sanno e viene dal lavoro. Il lavoro – ha detto il Papa – è una unzione di dignità. Chi non lavora non è degno”. “Occuparsi del lavoro è promuovere la dignità della persona. Infatti, il lavoro non nasce dal nulla, ma dall’ingegno e dalla creatività dell’uomo, una imitazione del Dio Creatore”, ha aggiunto, per poi rivolgersi ai presenti con una considerazione: “Voi non siete di quelli che si limitano alle lamentele per il lavoro che manca, ma volete essere propositivi, protagonisti, per favorire la crescita di figure imprenditoriali al servizio del bene comune”. E poi l’esortazione “a lavorare per un modello di economia alternativo a quello consumistico”. Viviamo in un tempo di sfruttamento dei lavoratori, ha detto ancora il Papa, dove il lavoro non è proprio al servizio della dignità della persona, ma è il lavoro schiavo. “Dobbiamo formare, educare ad un nuovo umanesimo del lavoro, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”. Appelli, riflessioni, parole che sembrano non entrare nel cuore della proposta politica che è tenuta a dare risposte, governare l’economia, fornire tutto il possibile per il bene comune e aggredire le disuguaglianze. Il Papa prega, promuove e riflette, ma ad agire dovremmo essere tutti noi, troppo afoni rispetto al compito affidatoci dalla storia.

 
 
 

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