SETTIMANA FINANZIARIA. Aero-space Italia verso la Luna
- a cura di Stefano E. Rossi
- 12 ore fa
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a cura di Stefano E. Rossi

Alla chetichella, siamo ripartiti per la Luna. E questo, senza tanto rumore e dopo un lungo lavoro occulto. Quasi non ce ne siamo accorti, perché il clamore e i grandi titoli sono andati altrove: al calcio, alla guerra e ai gossip politici di casa nostra. Però il business dell’aero-space ci interessa da vicino e sta assumendo una rilevanza sempre maggiore per la nostra economia. Per la SVP Divisional Space Business di Leonardo e Thales Alenia Space, le missioni Artemis che partono dal Kennedy Space Center in Florida “segnano la storia dell’esplorazione spaziale”. Hanno tutte base produttiva nel nord-ovest le joint venture tra Leonardo e Thales Alenia Space (67% Thales, 33% Leonardo) e al Centro spaziale del Fucino in Abruzzo quelle di Telespazio (67% Leonardo, 33% Thales).
Da Torino, le competenze che vengono messe a disposizione sono distintive e abbracciano il campo delle infrastrutture, della robotica, dell’intelligenza artificiale e della connettività, oltre a servizi e operazioni che sono di rilevanza strategica per la missione Artemis. In questi stabilimenti sono progettati e realizzati il sistema di controllo termico, comprensivo di radiatori, e il consumable service system, che gestisce la distribuzione di acqua, ossigeno e azoto. Alenia è stata anche selezionata dall’Agenzia Spaziale Italiana per fornire il modulo Multi-Purpose Habitation (MPH) per la presenza umana sostenibile sulla Luna.
Nonostante l’assenza di entusiasmo, la navicella Orion che si è staccata dalla terra nei giorni scorsi porta con sé un prezioso pezzo di Torino. L’obiettivo è quello di ripetere, nel 2028 con la terza di cinque missioni, un allunaggio che manca da oltre 50 anni. L’ultimo passo sul suolo lunare risale al 1972 e si trattava dell’Apollo 17. Il prossimo, per la prima volta lo farà un’astronauta donna.
Tutti i nostri occhi sono rivolti al Golfo Persico
Il petrolio continua a spingere verso l’alto. A New York il greggio (WTI) chiude a 111,54; a Londra il Brent è a 109,24; il gas naturale (TTF) a 50,08. Intesa Sanpaolo Research pubblica il proprio report trimestrale e ipotizza gli scenari. L’ipotesi di base è quella di un conflitto che durerà ancora alcune settimane. Vedrà l’avvio della scorta alle petroliere americane da metà aprile e lo sblocco dello stretto di Hormuz a metà maggio. In questa prospettiva, il petrolio (Brent) dovrebbe ripiegare intorno ai 90 dollari al barile e il gas (TTF) arrivare a quota 59. Lo scenario avverso prevede invece l’intensificarsi della guerra per un trimestre, i transiti via mare bloccati fino a tutto agosto, il prezzo medio del petrolio a 108 e del gas a 68. L’inflazione salirebbe a +4 % su base annua. E la BCE sta già scaldando i motori per una variazione dei tassi. Gli analisti se l’aspettano ma non danno per imminente un aumento, almeno fino a giugno. Il mercato ancora non ci crede. Infatti, l’euribor (il tasso interbancario a breve termine) non si è ancora mosso e segna un rassicurante 2,103%.
L’oro è sempre caro, ma con un trend in discesa che lo porta a 4,679 dollari l’oncia (130 euro al grammo). Il dollaro su i riapprezza nei confronti delle altre valute. Chiude la settimana a 1,141.
L’Istat ci dice che a febbraio 2026, su base mensile, il calo degli occupati (-0,1%) replica la crescita dei senza lavoro, ma con segno opposto. Il tasso di disoccupazione sale di +0,1 punti, al 5,3%, e quello giovanile resta alto, pur scendendo di -1,0 punti al 17,6%. Sulla diminuzione di questo indice occorre accelerare, perché è questa la più seria criticità dell’equilibrio sociale che consegneremo alle future generazioni.
Allarme fisco per le famiglie
Ma ci sono altre notizie poco rassicuranti: la pressione fiscale è cresciuta al 51,4%. Aumenta di +0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Infine, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello -0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello +0,5%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 7,8%, in diminuzione di -0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dello -0,8%.
Dopo tante delusioni, questa settimana a Piazza Affari è Stellantis a brillare di luce propria. A marzo, il gruppo ha registrato 57.662 immatricolazioni tra USA e Italia, in crescita del +10,3% rispetto allo stesso mese del 2025. La società ha annunciato di aver registrato negli Usa un progresso su base annua del +4%. L’incremento più significativo ha riguardato il marchio Ram (+23%) e in parte i marchi Jeep (+3%) e Dodge (+4%).
Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB
I Tori: Stellantis +11,87%, Prysmian +11,31%,
Gli Orsi: Banca MPS -1,36%, Mediobanca -0,87%.
FTSE MIB: +5,18% (valore indice: 45.624)
I presenti commenti di mercato rivestono un esclusivo scopo informativo e non intendono costituire una raccomandazione per alcun investimento o strategia d’investimento specifica. Le opinioni espresse non sono da considerare come consiglio d’acquisto, vendita o detenzione di alcun titolo. Le informazioni sono impersonali e non personalizzate.













































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