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Osservando i nostri tempi

Solo col tempo, attraverso un intenso lavoro mentale e spirituale, una donna diventa madre

di Domenico Cravero


La rivoluzione scientifica e tecnologica in atto sta ridisegnando il mondo. Anche la generazione ne è travolta. Le esperienze elementari e fondanti dell’esistenza umana hanno smesso di essere ovvie. La questione della vita ha assunto una rilevanza pubblica e politica inedita. La nascita è diventata oggetto di un interesse diffuso e interdisciplinare: medico, demografico, genetico, bioetico, biotecnologico. È sorta anche una “biopolitica” come governo del diritto alla gestione del corpo. Molta della disinvoltura ostentata nelle parole della banalizzazione e nelle provocazioni del linguaggio osceno o violento sono un maldestro tentativo di negare il carattere inafferrabile dell’esperienza sessuale. Più avanza la banalizzazione del sesso, più sembra emergano, con ancor maggior evidenza, i lati umani più oscuri e inquietanti (violenze e abusi, comportamenti ossessivi e dipendenti, nuove forme di sessualità polimorfa e perversa, caduta del desiderio…).

I comportamenti sessuali oggi si sono scompaginati nel nuovo costume della società individualista. A uno sguardo più profondo, tuttavia, l’umano rimane ancora intatto. Donne e uomini continuano a innamorarsi come fanno da sempre. Ancora in molti sognano e promettono l’amore unico e per sempre. L’infanzia è ancora l’età mitica dell’inizio e dell’origine. I genitori forniscono il materiale genetico che struttura fisicamente il sesso ma non si limitano a questo. In quanto donna e in quanto uomo ogni genitore diventa in tutto il suo comportamento, modello in cui i figli s'identificano, nella lunga e mai scontata costruzione dell'identità di genere.

Una visione equilibrata della maternità prende le distanze da ogni fanatismo sia quando si nega il suo valore sia quando la si idealizza. Gli esseri umani generano, non si riproducono. Nella riproduzione la continuazione della specie avviene in un modo garantito, di necessità. Nella generazione il dato biologico è ricreato nella condizione della libertà e quindi del rischio. Questo percorso segue la strada non dell’uguaglianza ma della differenza paritaria. L’insistenza sulla relazione è il modo più efficace per contrastare l’individualismo e la sua ideologia astratta di soggetto sovrano, libero, autonomo, indipendente. La maternità è, prima di tutto, un'intensa esperienza interiore, un evento unico e, per molti versi, incomunicabile. La maternità è un avvenimento umano straordinario: costituisce, insieme, un fatto di natura biologica, una complessa esperienza psicologica e una circostanza che assume il significato di valore-simbolo di alto contenuto umano e spirituale. Diventare madre è un'esperienza che coinvolge integralmente il corpo, la psiche e lo spirito della donna e del suo partner. Solo con il tempo, attraverso un intenso lavoro mentale e spirituale, una donna diventa madre. Le gratificazioni della maternità possono accompagnarsi a possibili delusioni (quando la donna si sente sola o poco capita, quando i problemi economici mettono a rischio la sicurezza familiare).

Anche la paternità è una dimensione essenziale per la crescita dell'autonomia dei figli. Il compito del padre è stato impoverito e drasticamente ridotto, nell'attuale privatizzazione della famiglia. Lo spazio paterno non si esprime soltanto nell'intimità dei rapporti personali, ma svolge una precisa funzione sociale: distoglie dalla possessività, apre all'altro e inserisce nella collettività. La giusta contestazione del padre poco affettivo e autoritario non deve eclissare il compito essenziale del padre familiare e sociale. Se i suoi sentimenti non sono trascurati, se non intervengono esperienze negative a disorientare la fiducia del bambino, egli riuscirà a introiettare ("portare dentro") i suoi genitori e potrà separarsi da loro. È il giusto equilibrio tra il codice materno di tipo protettivo e di accudimento e la funzione paterna, finalizzata invece alla promozione dell’autonomia e alla elaborazione della separazione, che favorisce una crescita armoniosa e instaura la "sicurezza di base".

 

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