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Notizia trascurata: surriscaldamento pianeta, prospettive catastrofiche

La World meteorological organization (Wmo), elaborati i dati sul clima, ha lanciato un nuovo allarme: la temperatura sul nostro pianeta aumenta. Anzi, accelera. Infatti, è probabile che la temperatura media annua globale (terra e mare) vicino alla superficie sia almeno 1° C più calda rispetto ai livelli preindustriali (definiti come media 1850-1900) in ciascuno dei prossimi 5 anni ed è molto probabile che rientri nel range 0,9 – 1,8°C. Inoltre, è quasi altrettanto probabile (40% di probabilità) che uno dei prossimi 5 anni sarà almeno 1,5° C più caldo dei livelli preindustriali e la probabilità aumenta con il tempo (in https://greenreport.it/news/clima/aumentano-la-probabilita-di-raggiungere-temporaneamente-i-piu-15-c-nei-prossimi-5-anni/). La notizia ha fatto capolino su Televideo Rai e sul web, ma non ha destato grande impressione sui notiziari televisivi e radiofonici. Eppure, ciò che è stato riportato nelle ultime ore dovrebbe farci sobbalzare dalla sedia. E riportare tutti noi a chiedere a gran voce la fine della guerra in Ucraina e di altre guerra sul pianeta, sia per le implicazioni derivate dall’aumento della produzione di armi (anche tossiche) che ad un tempo distruggono e contaminano i territori, sia per gli effetti che deriveranno dalla ricostruzione: incrementi della produzione industriale e di conseguenza ulteriore aumento dei gas serra. E non soltanto: la guerra in Ucraina (più di altre) avrà evidenziato limiti e inefficienze nell’uso degli armamenti (strettamente correlate alle strategie o alle non strategie) e ciò non potrà che stimolare gli Stati maggiori delle Forze armate (soprattutto russe) a correre ai ripari, a richiedere nuovi stanziamenti, investimenti su ricerca e tecnologie ovviamente distruttive. Un quadro davvero rassicurante per l’umanità. Secondo il segretario generale del Wmo, il finlandese Petteri Taalas, docente, scienziato con esperienza nel campo della ricerca sull’ozono, lo studio offre prospettive catastrofiche perché mostra che si si sta avvicinando notevolmente al raggiungimento temporaneo dell’obiettivo più basso dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. In proposito, Taalas ha spiegato che la cifra di 1,5°C non è casuale: è un indicatore del punto in cui gli impatti climatici diventeranno sempre più dannosi per le persone e in effetti per l’intero pianeta”. In sostanza, finché il genere umano continuerà a emettere gas serra, le temperature continueranno a salire. E insieme a ciò, “i nostri oceani continueranno a diventare più caldi e più acidi, il ghiaccio marino e i ghiacciai continueranno a sciogliersi, il livello del mare continuerà a salire e il nostro clima diventerà più estremo. Il riscaldamento dell’Artico è sproporzionatamente elevato e ciò che accade nell’Artico colpisce tutti noi” (in https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/clima-allarme-wmo-prossimi-cinque-anni-oltre-1-5-gradi.html). Insomma, nonostante il caldo, uno scenario che fa rabbrividire.

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