Lei e noi... L'impatto dell'I.A su Società e Comunicazione
Lunedì 9 novembre si apre il nuovo ciclo di incontri organizzato dalla Porta di Vetro

A due settimane dalla presentazione con i relatori del ciclo "Capire l'IA", promosso dall'Associazione La Porta di Vetro,[1] lunedì 9 novembre è previsto il primo incontro (ingresso libero) a tema dal titolo "Società e comunicazione" con la partecipazione della professoressa Caterina Mele, docente presso il Politecnico di Torino, e di Michele Ruggiero, giornalista, presidente dell'Associazione.
Alla domanda, che cosa sia diventata oggi l'I.A? si ha la sensazione di non sfuggire da un senso di ambivalenza tanto è ormai diffusa in ogni ambito della nostra vita, quanto ancora oscura per gli orizzonti che potranno schiudere in un futuro prossimo sui destini dell'umanità. Che cosa sia la sua presenza lo si può dedurre dalla familiarità con cui sono diventati di uso comune parole come algoritmo, data center, LLM (Large Language Model), dataset. In effetti, il nostro quotidiano ne è immerso e non solo per il lessico: dall'assistente virtuale nei telefoni, nei servizi digitali come i call center, nelle app delle diverse piattaforme per le prenotazioni di qualunque tipo (alberghiero, bancario, fiscale, sanitario), negli elettrodomestici “smart” delle nostre case, non c'è ambito in cui le persone non siano costrette a misurarsi, e non usiamo il verbo a caso. Si ritrova nei più disparati video della rete, a volte dichiarata, a volte mascherata, con ciò che comporta spesso una evidente difficoltà nel distinguere il vero dal falso. Tuttavia il pieno potenziale dell’IA non si è ancora dispiegato e, soprattutto, non si sono ancora rivelati i suoi rischi.[2]
Le potenzialità sono impressionanti dal punto di vista della rapidità di processamento di enormi quantità di dati, con possibili passi da gigante per la scienza in ogni ambito del sapere. Per contro, non si può minimizzare il pericolo che già investe e più investirà il mondo del lavoro e l’occupazione, la società civile che diventerà sempre più connessa e sempre più dipendente da questi sistemi (nelle mani di poche corporation) ma anche più sorvegliata, con ricadute e distorsioni sulle istituzioni democratiche già visibili, per non parlare dei rischi connessi all’uso dei sistemi d’arma autonomi. Accanto a ciò la diffusione degli algoritmi di IA comporta pesanti impatti ambientali in termini di consumo di suolo, acqua, energia ed emissioni.
L'incontro sarà diviso in due parti: la prima dedicata al dialogo tra i due relatori, l'altra alla partecipazione diretta del pubblico con domande e interventi. Nel nostro rapporto con questa potente e raffinata tecnologia emergono alcuni interrogativi primari: la nostra società è davvero preparata ad affrontare tutto questo? Chi avrà i maggiori benefici dalla massiccia introduzione di questa tecnologia? E chi ne sosterrà i costi, umani e ambientali? Esistono strumenti efficaci di regolazione e controllo o tutto è lasciato in balia del libero mercato e a pochi soggetti, sempre più potenti e sovranazionali?
L'Intelligenza artificiale non è neutra. E crederlo sarebbe da ingenui. Essa è il braccio economico e finanziario, e in alcuni casi anche militare, di un accentramento e concentrazione di poteri come mai era accaduto dalla fine della Seconda guerra mondiale. Se guardiamo al passato, ci appare persino superato l'allarme del presidente americano Dwight D. Eisenhower, comandante in capo delle forze anglo-americane durante lo sbarco in Normandia e fino alla capitolazione della Germania, lanciato sul finire del suo mandato che mise in guardia il Paese contro l'acquisizione di un'influenza ingiustificata da parte dell'intreccio tra industria bellica, forze armate e classe politica.
Dunque, capire le diverse implicazioni dell’uso dell’IA e le sue ricadute sulla società è non solo necessario ma urgente, per continuare ad esercitare i nostri diritti come esseri umani di scegliere il nostro futuro.
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