Verso i primi mille anni della Cattedrale di San Giusto a Susa
Inaugurata nel Museo Diocesano una mostra sulle recenti scoperte archeologiche
di Luca Rolandi

È stato presentato il progetto che restituirà alla comunità segusina la cripta romanica della Cattedrale San Giusto rimasta nascosta per sette secoli. I lavori saranno completati tra circa otto mesi, in vista del millenario della Cattedrale nel 2027 e intanto è stato inaugurato il Museo Diocesano, presente il Cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo della Diocesi di Susa, la mostra dedicata alle scoperte archeologiche: una cripta romanica rimasta nascosta per circa settecento anni, un altare del XII secolo che tornerà al centro della celebrazione e un coro ligneo trecentesco restaurato. Si tratta di interventi di recupero e di valorizzazione che consentirà di restituire ai fedeli e alla comunità civile un patrimonio di straordinario valore storico, artistico e spirituale. La conclusione dei lavori è prevista tra circa otto mesi, in tempo per le celebrazioni del millenario. Il progetto di recupero del presbiterio è stato presentato di recente al Museo Diocesano di Susa, nel corso di un incontro promosso dalla Diocesi di Susa e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino.
La scoperta archeologica ha cambiato il progetto
Quello che nel 2021 era iniziato come un intervento di restauro del coro ligneo trecentesco si è progressivamente trasformato in uno dei più significativi cantieri archeologici degli ultimi anni nel Nord Italia. Durante i lavori è infatti emersa, al di sotto del pavimento della Cattedrale, una cripta romanica della quale non si conservava alcuna traccia documentata. Le successive indagini hanno portato alla luce murature, basi di colonne, frammenti di affreschi, elementi architettonici e piccoli manufatti, offrendo nuove conoscenze sulla storia e sulle trasformazioni dell'edificio.

Con la conclusione della fase di scavo e recupero archeologico, il progetto entra ora nella sua fase conclusiva. All'inizio di novembre prenderanno avvio gli interventi di risistemazione del presbiterio, pensati non per ricostruire ciò che è scomparso, ma per rendere leggibile e valorizzare quanto è sopravvissuto. Il coro ligneo trecentesco, restaurato, sarà ricollocato in posizione avanzata. L'altare romanico del XII secolo, opera di Petrus Lugdunensis, attualmente custodito in sacrestia, tornerà al centro dello spazio celebrativo, sormontato dal grande Crocifisso ligneo restaurato.
La cripta romanica sarà valorizzata e resa accessibile, consentendo di riscoprire uno spazio rimasto nascosto per secoli. Il cardinale e arcivescovo di Torino e Susa Roberto Repole ha dichiarato: «Credo che questa sia un'occasione per tutti, anche per chi non è credente, di riconoscere che ci sono state lasciate delle tracce perché nel passato c'è stata una comunità cristiana che ha voluto trasmettere la fede», ha sottolineato l'arcivescovo. Il recupero della Cattedrale diventa così occasione per riscoprire il legame tra le generazioni e il valore di una memoria che continua a vivere nella comunità cristiana.

Al Museo Diocesano la mostra sui mille anni della Cattedrale
La soprintendente Lisa Accurti ha evidenziato due aspetti che hanno caratterizzato il percorso di recupero: l'«azione corale» delle diverse competenze coinvolte e la «reazione a catena» generata dalle scoperte, che ha permesso di ampliare progressivamente gli obiettivi del progetto. Un lavoro condiviso tra istituzioni ecclesiastiche, organismi di tutela, studiosi e restauratori, sostenuto da risorse provenienti dal Ministero, dalla Diocesi, dai fondi dell'8 per mille, dal FAI, dalla Fondazione CRT e da Sanpaolo. L'intervento rappresenta un esempio di collaborazione tra istituzioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e religioso, con l'obiettivo di conservarne la memoria e renderlo nuovamente fruibile dalla comunità.
In occasione della presentazione è stata inaugurata al Museo Diocesano di Susa la mostra “1027-2027. La Cattedrale di San Giusto. Da mille anni generatrice di memorie”, che accompagnerà il percorso verso le celebrazioni del millenario. Attraverso documenti, disegni ricostruttivi e reperti archeologici, l'esposizione racconta le trasformazioni della Cattedrale e le scoperte emerse durante i lavori, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere un patrimonio rimasto a lungo nascosto. Il millenario del 2027 sarà così non soltanto un anniversario storico, ma un'occasione per restituire alla città di Susa e all'intera Valle un luogo che custodisce mille anni di storia, fede, arte e memoria collettiva.











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