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Tra Spagna e Resistenza, Bruna Tabarri racconta il padre Ilario

Aggiornamento: 8 minuti fa

di Alberto Ballerino

Nel centenario dell’inizio della guerra civile spagnola, l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea di Alessandria (Isral) propone una riflessione anche sui tanti italiani che scelsero di combattere dalla parte della Repubblica per contrastare la sollevazione militare - l'Alzamiento - ispirato dal generale Francisco Franco, che ne diverrà il capo incontrastato e il futuro caudillo, dittatore della Spagna fino alla sua morte, il 20 novembre 1975.

Mercoledi 9 settembre alle ore 17,30 presso la sala Incontri in via Guasco 49 si tiene il convegno “Storie e racconti a novant’anni dallo scoppio della Guerra Civile spagnola (1936-1939)” con Enrico Acciai (storico, Università di Roma 2 – Tor Vergata e responsabile Commissione Didattica Istituto Nazionale  Parri)  e Bruna Tabarri, autrice del libro La figlia di Ilario (Società editrice "Il Ponte Vecchio". L’iniziativa è organizzata con il contributo di Fondazione CRT e Fondazione CRA.

Bruna Tabarri, in questo volume ricostruisce la biografia del padre Ilario, volontario nelle Brigate internazionali in Spagna, e della sua famiglia. “Questo libro - spiega - nasce da lontano anche se l’ho scritto in tarda età. La storia del mio babbo mi aveva colpito fin da quando ero piccola, c’è sempre stato questo retropensiero. I miei genitori si sono separati quando ero molto piccola. Mio padre, segretario della Federazione Comunista di Rimini, fu mandato a Roma. Qui ha lavorato per la Cgil con Giuseppe Di Vittorio, che conosceva dai tempi della Spagna e che aveva poi ritrovato al confino di Ventotene. Non ci siamo frequentati molto, anche perché è morto nel 1970 a 53 anni, ma ho dei ricordi molto vivi di lui. Rammento che andai a trovarlo a Bruxelles, dove lavorava per la Cgil, e rimanemmo per un mese insieme. In un’altra occasione, a Brescia, dove lui si trovava sempre per il sindacato, gli avevo chiesto di parlarmi della sua vita ma mi rispose che lo avrebbe fatto in futuro da anziano. Disse anche che stava prendendo appunti e mettendo insieme delle idee. Già da giovane avevo maturato l’idea di scrivere un libro su di lui, cosa che non feci alla sua morte perché avevo davanti la vita. Dopo il pensionamento e un viaggio in Spagna nel 2011, ho deciso di scriverlo. Mio fratello aveva trovato in uno scatolone materiali su di lui. Così ho realizzato questo libro, utilizzando gli appunti trovati in modo così casuale e facendo altre ricerche”.

Nasce dunque questo volume che segue tutta la avventurosa vita di Ilario. “A 17 anni lascia l’Italia per andare a trovare suo papà in Francia, dov'era emigrato, e quindi va in Spagna dove era iniziata la guerra civile. Il fatto che fosse partito così giovane per combattere in difesa della Repubblica mi ha sempre colpito moltissimo. Quando nel 1938 rientra in Francia fa attività politica. All’inizio della guerra viene messo in un campo di concentramento ma quando i tedeschi entrano a Parigi, riesce a scappare e si reca nel sud della Francia dove riprende a occuparsi di politica, lavorando con Giorgio Amendola. Nel 1941 rientra in Italia e viene arrestato. Incarcerato prima a Forlì, viene quindi mandato come confinato a Ventotene. Dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943, rientra nella penisola e successivamente diventa comandante di una brigata Garibaldi nella zona di Forlì”.  

Il volume peraltro non riguarda solo Ilario. “Parlo anche di mia mamma Olga Guerra, che è stata staffetta partigiana, mentre il suo successivo compagno era un partigiano della Banda Corbari.[1] A casa di lei, in un paese vicino a Cesena, si riuniva il comando di una brigata Garibaldi. La mamma, due sue sorelle e mia nonna accoglievano i partigiani, sfamandoli a aiutandoli. Salvarono Luciano Lama, futuro leader della Cgil negli anni Settanta e Ottanta, malato di broncopolmonite, dandogli da mangiare e portandolo all’ospedale. Anni dopo, rivedendola, Lama espresse a mia mamma la sua riconoscenza”.   


Note

[1] La banda Corbari (nota anche come battaglione Corbari), dal nome del suo comandante Silvio Corbari, è stata una brigata partigiana italiana attiva durante la seconda guerra mondiale nel territorio di Forlì e Ravenna. I componenti del gruppo sono stati insigniti di medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

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