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Cantacronache diventa un premio per unire le generazioni

Aggiornamento: 1 giorno fa

Il 26 settembre alle Gallerie d’Italia un progetto culturale di prestigio per Torino

di Luca Rolandi


Dove è nata la canzone d’autore? La domanda sorge spontanea alla presentazione, ieri 2 settembre, della prima edizione del premio Cantacronache che si terrà a Torino nella prestigiosa cornice delle Gallerie d’Italia a fine settembre. La risposta l’ha data Federico Sirianni, cantautore genovese e dunque figlio della tradizione: quella di De André, Bindi, Paoli, Lauzi. E non solo. Perché, come ha affermato, tutto quello che sarebbe sorto negli anni Settanta da Bologna e l’Emilia con Guccini Dalla e Bertoli, i milanesi da Vecchioni, Finardi e la scuola napoletana di Bennato e Daniele e ancora De Gregori, Ivan Della Mea non si sarebbe innescato senza l’esperienza dei Cantacronache torinesi. Fu il gruppo composto da Straniero, Amodei, Jona, Liberovici, Margot Galante Garrone unito ad intellettuali e scrittori come Calvino, Antonicelli, Fortini, De Maria e Rodari a dare vita in solo quattro anni ad una esperienza culturale e artistica di rottura davvero unica.

Si tratta dunque di rendere omaggio a una grande storia partita da Torino, dove nacque una nuova stagione per la canzone d'autore italiana: vuole essere questo il Premio Cantacronache. La parola è musica. Un percorso iniziato grazie alle carte di Michele Straniero custodite dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin che, come ha ricordato la presidente Maria Pia Donat-Cattin, “il premio è un punto di arrivo di un percorso avviato lo scorso anno in occasione del 25° anniversario della morte di Michele L. Straniero e dell’80° della Liberazione che ha visto coinvolti docenti e studenti di alcuni Istituti superiori di Torino.

Una impresa non facile nella quale la Fondazione ha profuso tutto il suo impegno nella speranza che il messaggio e l’eredità del Cantacronache possano rivivere in forme e linguaggi nuovi nei tempi difficili e controversi che stiamo attraversando”. "È la prima edizione – hanno spiegato gli ideatori e curatori, Giovanni Straniero e Federico Sirianni - di un evento musicale a carattere nazionale, che si prefigge di prestare attenzione alla parola come pensiero e contenuto al centro della canzone".

Dunque un Premio rivolto alle nuove generazioni (under 35 anni), che ha preso il via nel 2025 con una serie di laboratori di scrittura creativa in forma canzone negli Istituti superiori torinesi che hanno aderito al progetto e i cui migliori elaborati saranno premiati nel corso di una serata, presentata da Daniele Lucca, in programma sabato 26 settembre 2026, con inizio alle ore 21, nella Sala Immersiva delle Gallerie d’Italia Torino, nell’ambito degli eventi di Terra Madre.

Per l’occasione sarà allestita una mostra fotografica digitale dedicata alla storia del Cantacronache, curata da Stefania Bruno Olmoti. Si esibiranno quindi i quattro finalisti del concorso, che proporranno la propria canzone e una libera interpretazione di un brano del Cantacronache, e verranno consegnate la “Targa Cantacronache” alla migliore canzone/esibizione (premio da 700 euro) e la “Targa Michele Luciano Straniero” al miglior testo (premio da 300 euro) e premiate le scuole coinvolte.

Verrà inoltre assegnato il “Premio Cantacronache alla carriera” a un artista di fama internazionale il cui percorso e lavoro incarna i valori del Premio. Una serata durante la quale si esibiranno i quattro finalisti del concorso, con un loro brano e una libera interpretazione di uno del Cantacronache, e che vedrà la consegna del Premio alla carriera a Willie Peyote. Oltre a lui si esibiranno Grazia Di Michele, Carlo Pestelli, Michele Gazich, Alessio Lega e Giangilberto Monti. "L'esperienza dei Cantacronache rappresenta una pietra miliare nella storia della musica italiana, un passaggio decisivo che Torino non ha mai abbastanza rivendicato e raccontato", dice la presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, mentre la vicesindaca Michela Favaro sottolinea che "Torino continua a essere una città in cui le parole hanno un peso e questo premio ci ricorda che una canzone può raccontare il proprio tempo, porre domande e contribuire a costruire una società più consapevole". "Il Premio Cantacronache, che la Città metropolitana sostiene con convinzione - conclude il vicesindaco Jacopo Suppo - segnala il bisogno che nuovi artisti e nuove sensibilità portino avanti quella lezione e quell'ispirazione".



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