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La Stanza del pensiero Critico. La Sassonia-Anhalt non è lontana...

di Savino Pezzotta


La Sassonia‑Anhalt ha votato più a destra di qualsiasi altra regione prima di lei. Non è un incidente statistico, né un’anomalia regionale. È un sintomo. Una realtà  che reagisce. Un territorio che dice, con il linguaggio duro delle urne, che la democrazia non sta più parlando alle sue fibre più profonde.

Sono convinto che quando un voto si spinge così oltre, non sta cercando un ritorno al  passato sta evidenziando un presente che non piace. Sta dicendo che le istituzioni non hanno più pelle, non hanno più tatto, non sentono. E quando la politica non sente, i corpi cercano altrove: cercano chi promette ordine, identità, protezione. Anche se quella protezione non esiste.

Chi continua a credere in una democrazia aperta in una politica imperniata sul “CON”, oggi, non può limitarsi a difendere un perimetro morale ormai scardinato da molteplici fattori. Devono prefigurare oggi quello che vogliono realizzare non perdersi in inutili dibattiti sulle primarie e che deve guidare la coalizione alternativa, devono mostrare il loro volto. Non un volto astratto, non un manifesto di valori, ma un volto che risponde alle esigenze dei corpi: lavoro, casa, cura, sicurezza quotidiana, dignità. Non la sicurezza come parola d’ordine, ma come esperienza incarnata. Non la giustizia come principio, ma come gesto che tocca la vita.

Perché il successo delle destre non nasce nelle idee: nasce nei vuoti. Nei paesi dove le fabbriche sono diventate rovine, nei quartieri dove gli autobus passano solo per portare via i giovani, nelle case dove la solitudine è diventata una forma di tassazione emotiva. È lì che l’estrema destra costruisce il suo consenso: non con la nostalgia, ma con la promessa di essere l’unica a vedere quei corpi abbandonati.

La sinistra, se vuole tornare ad essere credibile, deve tornare ad essere corporea. Deve parlare con la voce che si sporca, che ascolta, che non teme la complessità. Deve smettere di rispondere alle paure con le statistiche e alle ferite con le procedure. Deve tornare a essere una pratica, non una dottrina.

La Sassonia‑Anhalt non è lontana. È un avvertimento. È il punto in cui la democrazia mostra la sua crepa. E quella crepa non si chiude con le dichiarazioni, ma con la presenza. Con politiche che non chiedono ai cittadini di adattarsi al mondo, ma che si lasciano trasformare dalle loro vite.

Se i democratici non mostrano il loro volto adesso, lo farà qualcun altro. E quel volto, lo sappiamo, non sarà un volto di cura.

 

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