Possibile svolta per la ex Ilva: all'orizzonte una cordata italiana
- Alberto Ballerino
- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 48 minuti fa
Gozzi, presidente di Federacciai, sta verificando l'interesse di un gruppo di imprenditori. Le dichiarazioni del sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere
di Alberto Ballerino

Si fanno più concrete le speranze per la formazione di una cordata italiana per la ex Ilva. Il presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha avuto il via libera dal Consiglio di presidenza per sondare il terreno sull'esistenza di una proposta concreta di imprenditori italiani. In particolare, ha avuto mandato di trasmettere agli enti competenti, in nome di un gruppo di aziende che hanno già espresso un interessamento, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni necessarie a consentire un intervento industriale. Il Consiglio ha incaricato Gozzi di accertare con il Governo la loro esistenza.
“Il fatto che Federacciai sia interessata significa – dice il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere – che hanno verificato l’interesse di imprenditori italiani disponibili a valutare delle ipotesi sul gigante dell'acciaio. Sicuramente l’esistenza di una cordata italiana e la partecipazione di Federacciai è un fatto positivo. Mi dispiace soltanto che siano passati molti mesi e tutto sia rimasto fermo. Forse se ci fosse stata un’attività più forte da parte di Palazzo Chigi e dintorni si sarebbero evitati tempi infiniti che hanno sicuramente danneggiato e messo un freno alla soluzione del problema”.
L’auspicio è che si tenga ben in conto anche della situazione di Novi Ligure, dal momento che ultimamente si era parlato nella trattativa con l’indiana Jndal Steel International di numerosi esuberi e l’attenzione si era appuntata soprattutto su Taranto, dove per l’entità della forza lavoro nell'acciaieria pugliese si teme una possibile ‘bomba sociale’.
“Sotto questo aspetto – dice Muliere – non vorrei che le attenzioni si focalizzassero tutte su Taranto, senza per questo negare la situazione sociale esistente. Noi non siamo stati ancora convocati e spero che lo facciano nei nostri confronti anche come ente locale interessato a uno stabilimento nell’area locale dell’ex Ilva. In parole povere, non vorremmo essere messi in secondo piano. Siamo legati anche a Genova e naturalmente cercheremo di unire le forze istituzionali, sindacali e dei lavoratori delle due città per sostenerci e presentare eventualmente anche valutazioni e proposte in merito. Del resto, lo abbiamo detto più volte, a Novi Ligure c’è uno stabilimento che lavora l’acciaio e produce laminati: può guardare avanti, avere un futuro e una prospettiva. Abbiamo sempre sperato che l’acciaio ci venisse inviato da Taranto, altrimenti vedremo da dove potrà arrivare”. Sulla stessa linea Maurizio Cantello della Fiom Alessandria che condivide in toto le dichiarazioni del sindaco di Novi Ligure.











Commenti