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Ora Netanyahu fa il cantastorie gettando ombre sulle elezioni

13 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Il Likud, il partito del premier, accusa i partiti arabi di frode elettorale con l'aiuto del Qatar


Non c'è base per le affermazioni del Likud di elezioni rubate. Categorica l'affermazione della polizia israeliana che ha escluso interferenze straniere e frodi elettorali ispirate o gestite dai partiti arabi. Identica posizione assunta dai servizi segreti dello Shin Bet, che ha parlato di interferenze straniere 'limitate', e comunque di sospetti non provati che non coinvolgono l'elettorato arabo, secondo quanto scrive The Times of Israel.

Così si avvia a diventare una fake news, nello stile del personaggio, quella lanciata dal premier Netanyahu all'approssimarsi dei risultati che lo vedevano al potere del primo partito di Israele, ma in una evidente posizione di stallo, meno protagonista per l'incalzare del blocco guidato da Eisenkot e dall'avanzata impetuosa dei due partiti arabi che hanno conquistato 19 seggi su i 120 che formano la Knesset, il parlamento israeliano. La coalizione di destra si è fermata a 53, contro i 48 degli oppositori. Paradosso della conseguenza, sono proprio i palestinesi, come era diventato chiaro alle prime proiezioni del voto, ad essere l'ago della bilancia per la formazione del nuovo governo. [1]

Netanyahu, e non poteva essere altrimenti, è stato raggiunto anche dalle frecciate del suo principale "nemico" mediatico, il quotidiano Haaretz. Il titolo è già una storia: Il tentativo di Netanyahu di screditare i risultati elettorali di Israele sta iniziando a sgretolarsi. Il commento è altrettanto punitivo per il premier: Commenta Haaretz, con un passaggio che non esclude la "manina" dei servizi segreti: "Il nuovo caso del Qatar, che è esploso nelle nostre vite giovedì mattina, appare sempre più come una campagna di influenza straniera costruita in fretta, presa dal panico e sovraccarica di Frankenstein. Ma invece di indicare Doha, i cartelli sembrano condurre verso Gerusalemme e Tel Aviv, le sedi rispettivamente dell'Ufficio del Primo Ministro e della sede del servizio di sicurezza Shin Bet".

Secondo il noto editorialista Amos Harel, "lo scopo della manovra è trasparente ed è persino dichiarato apertamente. Il partito Likud del primo ministro non si concentra sull'indagine, ma sulle loro implicazioni politiche. Citando l'indagine, il Likud ha chiesto giovedì la sospensione immediata dell'elezione di un nuovo presidente della Knesset. La spiegazione è semplice: l'opposizione, inclusi i partiti arabi, sembrerebbe avere una solida maggioranza per sostituire Amir Ohana (un parlamentare del Likud), come primo passo per approvare una legge che inizierà a annullare le conseguenze giudiziarie e legali del colpo di stato del governo uscente. Netanyahu e i suoi alleati sono determinati a bloccare ciò".


Note

[1]I risultati sono ancora soggetti a verifica per la conformità all'integrità delle elezioni e possono essere corretti durante le procedure di controllo.


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