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Metro 1 Fermi-Cascine Vica, il territorio si mobilita

Aggiornamento: 23 ore fa

di Rosanna Caraci


Rivoli, Collegno e Grugliasco con Torino insieme in piazza, il 10 ottobre, per sbloccare il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino che sulla tratta Fermi–Cascine Vica attraversa uno dei momenti più delicati dall'avvio dei lavori, iniziati nel 2019. 

Un corteo che metterà insieme stake holder, istituzioni, cittadini, sindacati, politica e vita quotidiana fatta di studenti, pendolari, lavoratori.

Si partirà dal binario rimasto "in sonno" della stazione Collegno Centro e si marcerà fino a Cascine Vica.

È quello che annuncia il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo, con i sindaci di Collegno Matteo Cavallone e di Grugliasco Emanuele Gaito.

Dopo il fallimento di fatto della società affidataria, Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A., il cantiere rischia infatti un lungo stop: per poter riassegnare l'appalto e completare l'opera sarà necessario reperire circa 30 milioni di euro aggiuntivi, conseguenza dell'aumento dei costi delle opere edili registrato negli ultimi anni. Settanta in tutto.

E pensare che, nelle scorse settimane il tema era  stato affrontato anche dalla II Commissione Trasporti del Consiglio regionale, che aveva effettuato un sopralluogo ai cantieri per verificare direttamente lo stato di avanzamento dell'opera e le criticità emerse, trovando in sostanza lavori realizzati per l’80 per cento ma molta preoccupazione per il futuro della appaltata ICI, l'azienda costruttrice in difficoltà.

Poi il precipitare della situazione è diventato amaramente un caso tipico all’italiana, dove i cantieri si iniziano, si portano avanti e poi si interrompono per assenza di fondi, perché l'azienda fallisce o per qualche altra sciagura.

L'interruzione del cantiere è di fatto una iattura per migliaia di cittadini, lavoratori, imprese e commercianti della Zona Ovest dell'area metropolitana torinese, costretti da oltre sette anni a convivere con un cantiere che ha modificato profondamente la viabilità di corso Francia e inciso sulla qualità della vita dei territori di Collegno, Grugliasco e Rivoli. Non solo. Lo è per 42 operai della ICI e altrettante famiglie impegnati nel cantiere della Metro 1 che hanno denunciato il mancato pagamento degli stipendi, con arretrati arrivati fino a quattro mensilità. Una crisi che non riguarda soltanto le maestranze dirette, ma anche l’indotto di imprese e lavoratori coinvolti nella realizzazione dell’opera, spingendo i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil a chiedere interventi urgenti per garantire salari, continuità occupazionale e tutela dei lavoratori.

A fronte dell’aggravarsi della situazione, secondo le opposizioni Regione Piemonte fino a questo momento si sarebbe limitata a fare l’osservatore esterno tra Governo, stazione appaltante ed Enti locali.  

Per questo motivo i sindaci dei tre Comuni hanno lanciato un appello a istituzioni, associazioni di categoria, realtà economiche e sociali affinché si arrivi alla mobilitazione ampia e condivisa del 10 ottobre con iniziative. L'obiettivo è portare la vicenda al centro dell'attenzione nazionale e ottenere le risorse straordinarie necessarie per garantire la continuità dei lavori.

Prima con la lettera del 9 luglio, quando il sindaco della Città Metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo, insieme ai sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli,  aveva inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e ai presidenti delle Commissioni parlamentari competenti, per chiedere un incontro urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e un'audizione parlamentare per affrontare una situazione che definiscono ormai critica.

La crisi del cantiere della Linea 1 della metropolitana nella tratta Fermi-Cascine Vica è approdata nuovamente in Consiglio regionale, dopo averlo già fatto nel 2024, con due nuovi ordini del giorno presentati in questi giorni. Gli atti, depositati dopo il rallentamento dei lavori e la crisi dell’impresa esecutrice, chiedono alla Regione un intervento urgente per garantire il completamento dell’opera e scongiurare ulteriori ritardi. Entrambi sono dedicati alla tutela dei lavoratori, al reperimento delle risorse necessarie e al sostegno alle attività economiche penalizzate dai cantieri.

"Abbiamo presentato nei giorni scorsi un ordine del giorno per chiedere alla giunta regionale di farsi parte attiva presso il governo per la nomina di un commissario straordinario che consenta di snellire al massimo le procedure di riappalto e per lo stanziamento della cifra di settanta milioni per il completamento dei cantieri e trenta per i treni - dicono i consiglieri regionali del PD Nadia Conticelli e Daniele Valle. Senza il completamento delle linee metropolitane tutto il sistema intermodale  piemontese è incompleto. Noi saremo in piazza il 10 ottobre a fianco delle  istituzioni locali, dei cittadini, dei commercianti e dei lavoratori, che non possono essere lasciati soli a far fronte a questo cantiere infinito.

Gli enti locali non dispongono degli strumenti finanziari necessari per garantire la prosecuzione dell'opera e chiedono al Governo di individuare rapidamente le risorse aggiuntive necessarie, valutando anche la nomina di un commissario straordinario, sul modello di quanto già previsto per la futura Linea 2 della metropolitana torinese.

Il sindaco di Rivoli Errigo, sottolinea come per il Governo, ci fosse sensibilità, la cifra dei complessivi 70 milioni necessari alla conclusione sia poca cosa per una finanziaria dello Stato.

Dopo sette anni dall’apertura del cantiere, la conclusione della metro 1 nel suo ultimo tratto diventa una partita che riguarda tutto il Piemonte in quanto rappresenta un'infrastruttura strategica per l'intera area metropolitana torinese, destinata a migliorare la mobilità di decine di migliaia di persone, sostenere il sistema produttivo della Zona Ovest e ridurre traffico e inquinamento.

Il messaggio a Regione e Governo è chiaro: il completamento della tratta Fermi–Cascine Vica non può essere ulteriormente rinviato. Dopo anni di cantieri, il territorio chiede tempi certi, risorse adeguate e un percorso rapido che consenta di consegnare finalmente un'infrastruttura attesa da oltre un decennio.



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