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La denuncia di Haaretz. Cresce la tensione in Cisgiordania: coloni picchiano troupe di NBC News

Il quotidiano di Tel Aviv sottolinea anche la lentezza di Netanyahu nel denunciare le continue violenze ai danni dei palestinesi


Proseguono le denunce del quotidiano progressista israeliano Haaretz sulle violazioni dei diritti civili in Cisgiordania da parte di coloni ed esercito. In un articolo pubblicato on line oggi, domenica 30agosto, il quotidiano mostra l'immagine "tratta da un video che mostra i coloni mentre aggrediscono un corrispondente internazionale dell'emittente statunitense NBC News, e alcuni membri della sua troupe impegnati in un'intervista a una donna palestinese nel villaggio di Jalud, in Cisgiordania. L'episodio, sottolinea Haaretz, non è che l'ultimo in ordine di tempo di una lunga serie che richiama l'attenzione delle autorità statali soltanto e unicamente se sono documentate. Allora, spiega Haaretz, anche Netanyahu, come in questo caso, è costretto a proferire qualche parola di circostanza che si conclude nella classica condanna delle incursioni dei coloni, coloni definiti "una manciata di rivoltosi senza legge che stanno causando gravi danni alla comunità dei coloni rispettosa della legge" e "danneggiando la reputazione di Israele nel mondo". Piccolo particolare: questa manciata di rivoltosi continua imperterrita a fare ciò che vuole in Cisgiordania anche sotto l'occhio delle forze dell'ordine e dell'esercito, gli stessi da cui, commenta Haaretz, il premier si aspetta azioni incisive... incluso l'arresto. Provvedimenti però rari. Se così non fosse, anche i giornalisti stranieri non sarebbero oggetto di violenze, come è accaduto Matt Bradley, picchiato, ferito e costretto a farsi medicare in una clinica locale. Haaretz descrive l'accaduto attraverso le parole di Lawahez Jabari, un produttore che lavorava con Bradley: "I coloni avevano dei bastoni. Ho visto una pistola, ma non l'hanno usata.

Sono saltati fuori, ci hanno picchiato e poi sono risaliti in macchina".

Intanto le relazioni internazionali sono scosse da un'altra notizia: il sequestro nel villaggio di Umm al-Khair da parte di alcuni colone dell'attivista britannico Finn Joughin, arrestato successivamente dalla polizia israeliana con l'accusa di aver commesso atti osceni su un minore. Secondo Haaretz, "filmati diffusi sui social media mostrano coloni armati che immobilizzano Joughin contro la sua volontà".


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