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L'improvvisa scomparsa di Gianfranco Morgando

19 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 1 ora fa

Cattolico, più volte parlamentare, aveva mosso i suoi primi passi politici nella sinistra democristiana. Tra i fondatori del Partito Popolare, esponente della Margherita, infine punto di riferimento a Torino e in Piemonte dell'area cattolica del Partito democratico. Con lui se ne va un uomo di grande integrità morale che ha saputo attraversare la politica con grande sensibilità umana e con l'animo predisposto, a volte non sempre compreso, alla mediazione per dare valore all'incontro tra le idee


di Luca Rolandi


Gianfranco Morgando, a destra, con Graziano Delrio e Monica Canalis
Gianfranco Morgando, a destra, con Graziano Delrio e Monica Canalis

È mancato improvvisamente nella mattinata Gianfranco Morgando, la morte è sopraggiunta presumibilmente a causa di un arresto cardiaco. Aveva 76 anni (era nato a Borgiallo, nel Canavese, il 20 dicembre 1949). Non aveva mai abbandonato la sua Borgiallo anche se aveva varcato come dirigente politico dal locale al nazionale il servizio al Paese, sempre nel solco della tradizione democratico-cristiana. Stava curando una malattia complessa e gli è stata fatale una polmonite. Lascia un vuoto umano ancora prima che politico che Torino e il Piemonte dovranno onorare. Era più di un maestro, un amico, una persona garbata capace di dare contenuti, valori e profondità di pensiero alla politica fosse quella del piccolo borgo nel quale era nato, alle vicende nazionali.

Morgando, esponente del cattolicesimo democratico, ha iniziato la propria carriera politica come amministratore comunale nella sua Borgiallo e a Cuorgnè, nelle file della Dc, vicino alle posizioni della “sinistra sociale” del partito, quelle rappresentate da Carlo Donat-Cattin e da Guido Bodrato. Consigliere provinciale a metà degli anni ’80, assessore all’Istruzione e poi al Bilancio dell’ente, nel 1992 per la prima volta vola a Roma in Parlamento.

Nel 1994 è tra i fondatori del Partito Popolare Italiano, di cui è stato primo segretario regionale in Piemonte. Ritorna alla Camera nel 1996 in rappresentanza dell'Ulivo e diventa sottosegretario all'Industria del primo e del secondo governo D'Alema; quindi sottosegretario a Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica nel secondo governo Amato. Dal 2001 è membro e capogruppo della Margherita alla Commissione Tesoro, Bilancio e Programmazione. Eletto al Senato nel 2006 nel gruppo parlamentare dell'Ulivo, resta in carica fino allo scioglimento anticipato della legislatura nel 2008. Eletto segretario regionale nel Pd nell’ottobre 2007, è rimasto in carica fino al 2013.

Dal 2018 era direttore della Fondazione Carlo Donat Cattin di Torino, con la quale aveva lavorato in stretta collaborazione con il presidente Claudio Donat-Cattin e poi con Maria Pia Donat-Cattin, la famiglia e il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Scientifico. Aveva sostenuto anche come delegato degli Enti nel Cda l’affermazione del Polo del 900, di cui la Fondazione Donat-Cattin è ente di rilievo.

Morgando sarà ricordato per il suo rigore, la preparazione e la competenza nell’affrontare gli incarichi affidatigli; persona di grande equilibrio, in un mondo politico sempre più incline ad affermare “ad alta voce” le proprie istanze, ha saputo mediare e argomentare con pacatezza, sempre alla ricerca delle convergenze piuttosto che dello scontro. Sul piano culturale, rimarrà prezioso il suo lavoro di ricerca e tutela delle radici rispetto al movimento cattolico piemontese e il suo impegno in ambito sociale. Negli anni è diventato soprattutto il saggio maestro di cultura politica gli devono molto personaggi che oggi ricoprono ruoli importanti nella politica locale e nazionale, nelle istituzioni e nella società civile. Nel gruppo Share guidato da Stefano Lepri e da Monica Canalis, con tante persone di Torino e del Piemonte, amministratori, consiglieri, militanti Gianfranco Morgando aveva una parola per tutti, un suggerimento, un consiglio, sempre con lo stile e il rispetto di una persona di alti valori morali, voglia sempre di studiare e approfondire.

Gianfranco Morgando lascia la moglie Carmen, il figlio Andrea con la famiglia, la sorella Teresina e il fratello Severino.


1 commento


Dunia Astrologo
Dunia Astrologo
6 minuti fa

Che tristezza! maledettissima sfiga


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