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Anna Marotta: “Il futuro della Cittadella non è rinviabile"

19 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 10 ore fa

Allarme per il degrado e l'abbandono in cui versa la fortezza militare di Alessandria costruita nel Settecento su iniziativa di Vittorio Amedeo II


di Alberto Ballerino

 

La Cittadella di Alessandria, voluta nel XVIII secolo da Vittorio Amedeo II, è una delle più importanti fortezze italiane. Un monumento straordinario per il quale si pone ormai da decenni il tema del recupero. Strumento importante in questa direzione è il volume ‘La Cittadella di Alessandria, Faro di pace in Europa: conoscenza, conservazione, valorizzazione’ (Aracne Editrice) che, curato dalla professoressa Anna Marotta e Rossana Netti, raccoglie molti contributi tra esperti di livello nazionale e intellettuali del mondo locale. Giovedì 22 ottobre, alle 17 a Palazzo Cuttica in via Parma 1, viene presentato su iniziativa di Comune, Biblioteca Francesca Calvo, Società di storia, arte e archeologia per le province di Alessandria e Asti, Costruire Insieme, La Porta di Vetro e associazione ‘Cittadella di Alessandria. Faro di Pace in Europa’. Dopo i saluti degli organizzatori, interverranno le due autrici, Guido Saracco (già rettore del Politecnico di Torino), Carlo Tosco (Politecnico di Torino), Enrico Lusso (Università di Torino) e Michele Ruggiero (La Porta di Vetro).


Spiega Anna Marotta in merito agli obiettivi e alla struttura del libro: "Ho iniziato a pensare e a progettare nel 2020 (pubblicandolo tre anni dopo) questo volume che ho curato con Rossana Netti. Ovviamente, esso riporta anche il progetto di Comunità Patrimoniale del CoE  ‘La Cittadella di Alessandria, Faro di pace in Europa’. Programmaticamente, non è un libro “tascabile” e semplice da leggere. Infatti, il progetto editoriale dell’opera vuole essere una sorta di “forum virtuale” (fra tutti i possibili soggetti interessati) per proporre questioni e problemi legati a molteplici quesiti sulla fortezza, come (per esempio): quali sono i destini a lei riservati?; cosa vi aspettate dalla promozione effettiva (e dal recupero e valorizzazione) del Bene Cittadella di Alessandria”?; quali destinazioni d’uso, e per chi?; con quali obiettivi, regole, modalità?; quali partnerships e quali fondi?; per quali motivi si è giunti alle condizioni attuali?; e che cosa è stato fatto, dai tanti studi di fattibilità?; come affrontare il fondamentale e irrinunciabile problema dei finanziamenti?”


Un sito storico e architettonico a rischio  

Di particolare efficacia è stata l’opportunità di dar vita all’omonima, nuova Associazione ETS (presidente Anna Marotta) per garantire la miglior forma legale di governance  nello sviluppo del progetto Faro per la Fortezza. Fra i soci fondatori, sono presenti profili di alta competenza e autorevolezza (come il professore Guido Saracco, già Rettore del Politecnico) nei settori afferenti la normativa, il fundraising, la comunicazione per i Beni Culturali, e altro. “A supporto di ciò, ricordiamo che nel maggio 2014 La Cittadella di Alessandria è stata annoverata ‘tra i 7 siti più a rischio in Europa’ dall’Istituto della Banca Europea degli Investimenti, e da Europa Nostra, (organizzazione leader in Europa sui temi legati al Cultural Heritage) nel corso di una conferenza a ciò dedicata, tenutasi a Vienna in occasione dell’annuale congresso europeo.

È stato dichiarato che (fra i tanti) gli esempi prescelti, sono quelli più fortemente in pericolo: vuoi per mancanza di risorse o di competenze, vuoi per un’insufficiente capacità di pianificazione. Da qui la necessità di un’azione forte e risoluta che si esprimerà in vere e proprie missioni di soccorso e nella predisposizione di piani integrati entro la fine del 2014”. Diverse le azioni che l’Associazione ETS  ha potuto facilitare. “Fra le più fruttuose (ripetendo quanto abbiamo già sperimentato dal settembre 2024) per un’educazione attiva e partecipata al Patrimonio Culturale), ci è stato rinnovato l’invito dal CoE (Rappresentante in Italia Mario Schwetz) a organizzare in Cittadella delle Passeggiate Patrimoniali in occasione delle Giornate del Patrimonio Culturale del Consiglio d’Europa.


L’iniziativa viene condivisa con FAI e MiC

In collaborazione con tutti i soggetti più autorevoli e qualificati: dall’Icomos Italia all’UNESCO, al Politecnico di Torino, a Fortecultura”. Importante la collaborazione con la Soprintendenza. “Spero possa continuare in modo attento, concreto e formalmente corretto la collaborazione e il confronto iniziati con l’architetto Accurti, Soprintendente SABAP per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo (o col suo successore),  per un Museo dei Sistemi Difensivi in Europa (sempre all'interno del Progetto "Faro/ Cittadella"). Per creare una rete specialistica per un verso, confermare vieppiù - "scientificamente" - l'importanza della nostra Fortezza, e infine saldare "percorsi di turismo internazionale di qualità", allargati su tutto il territorio culturale della Difesa alessandrino, fino alla dimensione europea.

Il Musde si pone come elemento cardine di una forma di educazione e fruizione più diffusa, che intende coinvolgere i visitatori nella conoscenza virtuale (e non solo) di beni disseminati sul territorio di riferimento, a partire dalla Cittadella stessa, orientandoli alla successiva fruizione di questi ultimi.  Fondamentale sarà una visione comune e condivisa fra i qualificati componenti del Comitato Scientifico, concordata e “di sistema”, basata su approcci di metodo, per consentire una oggettiva e rigorosa comparazione fra casi ed esempi prescelti e proposti, attraverso parametri e criteri appropriati. La sede, concordata con la Soprintendenza, sarà la napoleonica Caserma Montesanto di François Charles Louis Chasseloup-Laubat”.  Intanto si profilano importanti novità: “Per la Rete Faro Italia, coordinerò una Rete Territoriale di fortezze alessandrine, sistematicamente correlate, e in prossimità geografica, tra cui, Alessandria (con Marengo), Gavi, Casale Monferrato, Tortona e Valenza, di forte valore storico-identitario. Con particolare attenzione al paesaggio e alle strutture di collegamento. Aperta anche a turisti e visitatori disabili e non vedenti.  Già abbiamo avviato contatti con il Presidente della Provincia, Luigi Benzi e con sindaci e amministrazioni interessate”.

 

 

 

 

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