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A Torino “Cuochi del futuro”: il domani, tra formazione e lavoro

9 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Un'attenzione particolare è riservata all'inclusione dei minori, figli di migranti

di Rosanna Caraci


Sotto la Mole è nato un progetto che trasforma la cultura gastronomica in uno strumento di formazione e inclusione per i giovani e il nome non è solo tutto un programma, ma il giusto programma: “Cuochi del futuro". Si tratta di una iniziativa che mette insieme formazione, inclusione e opportunità professionali, rivolgendosi a giovani con particolare attenzione ai minori non italiani e non accompagnati, e ai neo-maggiorenni figli di migranti.

L'iniziativa è il risultato della collaborazione tra l'Ufficio minori stranieri della Città di Torino, Save the Children, l'Associazione Cuochi della Mole e Ascom Confcom Torino e provincia. Un lavoro di rete che coinvolge anche altri soggetti del territorio e che punta a trasformare la cultura gastronomica italiana e piemontese in una concreta possibilità di crescita e autonomia.

Non si tratta semplicemente di insegnare a cucinare. Si tratta di offrire a ragazzi che spesso devono affrontare ostacoli importanti nel proprio percorso di integrazione la possibilità di imparare una professione, acquisire fiducia nelle proprie capacità e trovare un posto nel mondo del lavoro.

Il percorso prevede 160 ore di formazione, distribuite in 32 lezioni nell'arco di otto settimane, presso i laboratori di Ascom Confcom Torino di via Massena 20. A guidare i partecipanti saranno gli chef professionisti dell'Associazione Cuochi della Mole, che li accompagneranno alla scoperta della cucina italiana, con particolare attenzione alla tradizione piemontese.

Si partirà dalle basi: organizzazione della postazione, mise en place, conoscenza delle attrezzature, lavorazione delle materie prime, tecniche di taglio e cottura. Poi si entrerà nel vivo delle preparazioni, dagli antipasti alla pasta fresca, dai primi piatti alla carne e al pesce, fino alla cucina mediterranea, vegetale e alle specialità gastronomiche del territorio.

Diventare cuochi significa anche imparare a lavorare insieme. Ecco perché una parte importante del progetto è dedicata alle competenze trasversali: comunicazione, collaborazione, puntualità, gestione del tempo, organizzazione e problem solving. Tutte qualità indispensabili per entrare in una brigata e affrontare i ritmi, le responsabilità e le dinamiche di una cucina professionale.

Il percorso si concluderà con una vera prova sul campo: i ragazzi dovranno progettare e realizzare un aperitivo aperto agli ospiti, mettendo in pratica quanto imparato durante le lezioni.

Il corso raccoglie non soltanto un bisogno di formazione ma tende la mano a un vero e proprio cambio di paradigma di cui il cibo è protagonista.

L'obiettivo del corso è accompagnare i giovani anche nella fase successiva, mettendoli in contatto con le imprese della ristorazione, favorendo l'attivazione di tirocini e sostenendoli nell'ingresso effettivo nel mondo del lavoro. Un percorso che coinvolge, tra gli altri, il CPIA per la formazione linguistica specialistica, l'Agenzia Piemonte Lavoro, Ascom, EPAT e Cooperativa Atypica.

 “Cuochi del futuro” ci dice che dietro ogni piatto c'è un sapere, dietro ogni chef c'è un percorso e dietro ogni giovane che indossa per la prima volta una giacca da cuoco potrebbe esserci una storia tutta da scrivere.



 

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