Torino. Niente ferie, ma bollette sempre più care per le fasce deboli
- Pasquale Fedele
- 2 giorni fa
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Gli effetti del cambiamento climatico sulle tasche dei meno abbienti
di Pasquale Fedele

Oltre a non poter permettersi economicamente la possibilità di fare una normale vacanza, per molte famiglie il caldo estremo crea un circolo vizioso, trasformando l'acqua e l'elettricità da beni primari a minacce per il bilancio familiare.
A Torino, nel primo scorcio di agosto 2026, il consumo medio di acqua ha toccato 3.655 litri al secondo, registrando un aumento di 170 litri al secondo rispetto allo stesso periodo del 2025.
Cittadini in vacanza: si stima che circa 247 mila torinesi abbiano lasciato la città, un numero inferiore di circa 25.500 unità rispetto all'estate precedente. Variazione dei consumi: l'esodo estivo si è accorciato e ridotto complessivamente di circa il 5% nei volumi rilevati dai contatori, e le temperature molto alte hanno fatto impennare l'uso dell'acqua.
I dati citati sono stati rilevati il 7 agosto 2026 da SMAT (Società Metropolitana Acque Torino S.p.A.) Le periferie non si svuotano: i dati generali e le analisi sulla presenza nella città di Torino mostrano che le aree periferiche con maggiore alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), come Vallette, Lucento, Barriera di Milano, Mirafiori Sud, Mirafiori Nord e Falchera, hanno registrato una tenuta della popolazione residente estiva superiore al passato, con meno partenze e una minore contrazione dei consumi domestici.
Inoltriamoci ora su alcuni dati specifici sui nuclei familiari che non vanno in ferie. Numero nuclei familiari (con contratto) ERP: Torino 17.000, Provincia di Torino 12.000, per un totale di nuclei familiari di 29.000.
Nucleo di persone componenti della famiglia che abitano nelle case popolari: Torino circa 33.000 persone, Provincia di Torino circa 22.000 persone, per un totale di circa 55.000 abitanti che sono gestiti dall'ATC del Piemonte Centrale. Composizione media dei nuclei familiari: circa due persone per famiglia.
Ragionando solo sui dati di Torino, su circa 33.000 persone che vivono in casa popolare, numerose sono le persone over 80, più o meno 2.000 e circa 4.000 famiglie sono a reddito zero. Si può quindi comprendere come i costi di acqua e luce, soprattutto quando se ne ha più bisogno, possano chiaramente diventare un problema.
Se poi si considera che stanno aumentando le famiglie che richiedono una casa popolare, si spera che si possano trovare le risorse per continuare a garantire i bonus di calmierazione delle bollette e per costruire nuove case popolari; il tutto cercando di superare logiche di mero guadagno e di individuali personalismi politici.











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