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Dalla banalità del male alla rassegnazione del male, dall'assuefazione all'indifferenza verso ingiustizie e diseguaglianze
di Savino Pezzotta Ciò che più inquieta nel nostro tempo non è soltanto il ritorno di quella condizione che Hannah Arendt definì “la banalità del male”. A turbare profondamente è il passaggio successivo: il formarsi, nella vita quotidiana, di un atteggiamento che porta dalla banalizzazione del male all’indifferenza, fino alla convinzione diffusa che non esistano alternative possibili. Il male non viene soltanto normalizzato: viene interiorizzato come inevitabile. È questo il
Savino Pezzotta
10 magTempo di lettura: 4 min


Punture di spillo. Le macchine, noi e le conseguenze complicate
a cura di Pietro Terna Arrivano le macchine, dicevamo nello spillo della scorsa settimana. [1] La loro presenza, sempre più massiccia,...
a cura di Pietro Terna
18 set 2025Tempo di lettura: 7 min
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