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Un quarto di secolo fa la tragedia che sconvolse e cambiò il mondo

13 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

di Stefano E. Rossi


@UpstateNYer - Opera propria in Wikipedia
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L’11 settembre 2001 diciannove terroristi di al‑Qaʿida, organizzazione responsabile di gravi atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani, dirottarono quattro aerei di linea negli Stati Uniti, colpendo le Torri Gemelle del World Trade Center a New York e il Pentagono a Washington. Un quarto aereo precipitò in Pennsylvania dopo la rivolta dei passeggeri.[1] Gli attacchi causarono 2.977 vittime e 6mila feriti, e segnarono profondamente la politica internazionale, la sicurezza globale e la società americana. I danni furono ingenti: il World Trade Center fu interamente distrutto e il Pentagono, il cuore della difesa Usa subì gravi danneggiamenti. Ma l’11 settembre 2001 fu soprattutto un evento spartiacque mondiale che produsse una svolta geopolitica e modificò la sensazione di sicurezza globale e percezione del rischio nel mondo.

Un mese dopo, gli Usa portarono la guerra in Afghanistan e al terrorismo islamico e nel 2003 l'allora presidente George W. Bush diede l'ordine d'invasione dell'Iraq per disarmare il regime di Saddam Hussein accusato di possedere armi di distruzioni di massa. Accusa rivelatasi falsa, ma che permise agli Usa di eliminare fisicamente il dittatore iracheno e imporre la sua egemonia politica ed economica in quell'area del Medio Oriente. (La Porta di Vetro)



È un doloroso venticinquennale quello che celebra oggi, 11 settembre, negli Usa. Seppur nella frenesia della quotidianità, per l’11 settembre la macchina della memoria si è messa in moto da tempo. A New York, a Manhattan, sotto la futuristica nuova sede di JP Morgan (nella foto), una delle quattro più grandi banche statunitensi, c’è un fitto andirivieni di specialisti nelle varie discipline finanziarie. Hanno tutte le età, molti sono giovani. È gente comune, che passa di corsa davanti al grattacielo parlando al telefono o rispondendo a un messaggio, zaino in spalla, un po’ come avviene ovunque oggi nella cosiddetta Grande Mela e come avveniva quel giorno di venticinque anni fa in questa città, che è la principale piazza mondiale della finanza. Poco distante, c’è un palco in allestimento destinato oggi a uno dei tanti eventi pubblici. È una struttura gigantesca, in pieno stile americano.


Ne trovi ovunque a New York. Ospiteranno i raduni previsti dal programma. Sono molti i superstiti di questa tragedia che prenderanno la parola. Altrettanti saranno i soccorritori e ancor di più i parenti delle vittime, che avranno una storia da raccontare e un messaggio di speranza da dare. E poi, ci sarà il pellegrinaggio nelle campagne di Stanksville, dove si schiantò uno degli aerei degli attentatori. In quel caso però, i terroristi non riuscirono nel loro criminale intento perché i 40 passeggeri del volo organizzarono un contrattacco. Decisero di sacrificare le loro vite sui cieli della Pennsylvania per evitare una strage ancor più sanguinosa.

Tra le centinaia di manifestazioni pubbliche e private, nelle quali gli statunitensi si raccoglieranno in una vivifica commozione come le fiaccolate, le mostre fotografiche, le rassegne cinematografiche e le celebrazioni religiose, c’è la Steel Across America (letteralmente: acciaio attraverso l’America). È un’iniziativa della fondazione Tunnel to Towers Foundation, che si è ispirata al coraggio e al sacrificio del vigile del fuoco Stephen Siller. L’ente, che assiste le vittime dell’attentato, ha organizzato una vera e propria carovana in oltre 35 città e 21 stati. Da maggio a settembre ha portato in giro una trave d'acciaio recuperata tra le macerie del crollo del World Trade Center, toccando i più rilevanti e simbolici centri degli Stati Uniti.

Martedì scorso, anche il Presidente Donald Trump ha partecipato a una delle loro tappe del tour, per conferire un omaggio postumo all’Uomo con la bandana rossa, Welles Crowther, un 24 enne che si occupava di negoziazioni azionarie a Wall Street. Era anche volontario dei vigili del fuoco e ha salvato 18 persone prima di morire. Purtroppo, anche in questo caso, il presidente americano non ha perso l’occasione per fomentare le polemiche. Peccato. Era mosso da fini politici, per recuperare consensi ed è subito balzato al centro delle attenzioni. Ha pubblicato sul social X la sua ricostruzione dei fatti. In un post ha detto di essere intervenuto di persona a Ground Zero e di aver inviato 100 suoi dipendenti. Richard Alles, ai tempi capo del battaglione dei pompieri, ha smentito l'inquilino della Casa Bianca: non ci sono riscontri. Ma lui insiste nella sua versione: pensammo che ci stesse crollando tutto addosso e due vigili del fuoco, ragazzi grandi e grossi, mi strapparono via afferrandomi sotto le ascelle. Anche stavolta c’è chi lo contraddice. Sono rispuntati alcuni vecchi video che lo ritraevano al sicuro all’interno della propria suite.


Le numerose iniziative per i 25 anni dagli attentati dell’11 settembre, per le strade o nelle sale private, ci riporteranno indietro a quegli istanti indimenticabili trasmessi in diretta dalle tv di tutto il mondo. E ai bruschi risvegli dei giorni e dei mesi seguenti, quando abbiamo man mano preso consapevolezza che non si trattava del brutto incubo di una sola notte della civiltà, ma dell’apertura di un tunnel oscurato da guerre e conflitti sociali. Da allora, il mondo è cambiato molto. È diverso anche perché nel mondo sono nate 3 miliardi e mezzo di persone. Bambini e giovani di oggi, che corrispondono a circa il 40% della popolazione globale. Inoltre, sono radicalmente cambiate le relazioni tra i popoli. L’eredità di quell’11 settembre è pesante. Siamo preda di mire espansionistiche e di un clima sociale fondato sulle paure, che sono state alimentate negli anni da politici senza scrupoli. Poi, c’è chi non ha mai smesso di sostenere le radicalizzazioni religiose delle confessioni monoteiste.

Lo si vede nei paesi arabi, ma anche nell’ortodossia cristiana orientale, specialmente quella russa, e nel cuore dello Stato d'Israele. In Occidente sono cresciute le discriminazioni e i conflitti sociali, le fratricide battaglie commerciali e le attività militari. Chiamiamole pure operazioni speciali o ibride, ma alla fine, come nelle guerre, non lasciano che una scia di morte e di distruzione.

Oggi il mondo occidentale rende omaggio a 2.977 donne e uomini innocenti, vittime di un vile attentato terroristico. Purtroppo saremo anche in compagnia di chi continuerà a esporre i popoli a nuovi disastri, governando per le proprie esclusive finalità di supremazia. Ma sicuramente, almeno per un giorno, più forti di tutto saranno le voci di chi ha amato quelle persone che non ci sono più, aiutandoci a ricordarli tra le emozioni, il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, il mondo potrà scoprire la pace.


Note

[1] La sequenza degli eventi (ora locale di New York)

8:46 – Il volo American Airlines 11 si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center.

9:03 – Il volo United Airlines 175 colpisce la Torre Sud, in diretta TV mondiale.

9:37 – Il volo American Airlines 77 si abbatte sul Pentagono.

9:59 – Crolla la Torre Sud, la prima a collassare.

10:03 – Il volo United Airlines 93 precipita in un campo vicino a Shanksville (Pennsylvania) dopo il tentativo dei passeggeri di fermare i dirottatori.

10:28 – Crolla la Torre Nord, completando la distruzione del complesso.

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