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"Emma, una donna che ci ha insegnato ad andare avanti"

6 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

di Igor Boni*


@http://www.radioradicale.it/antimilitarismo/images/pasqua_bonino79.jpg     Emma Bonino durante una marcia contro lo sterminio per fame nel mondo nel 1979 in Wikipedia
@http://www.radioradicale.it/antimilitarismo/images/pasqua_bonino79.jpg Emma Bonino durante una marcia contro lo sterminio per fame nel mondo nel 1979 in Wikipedia

Emma Bonino è morta ma ha lasciato un segno indelebile di libertà. Lo ha lasciato in Italia, in Europa e in molte parti del mondo. Si inseguiranno nelle prossime ore ricordi (spero non troppo melensi) di Emma, ricordando a tutti noi quanto ha fatto, cosa ha rappresentato. Mi viene alla memoria la stessa scena, 10 anni fa, alla morte di Pannella, quando un intero Paese sembrò accorgersi della grandezza politica di Marco. Troppo tardi.

Emma è stata una delle donne politiche a livello globale più capaci di produrre cambiamenti e in queste poche righe non posso che selezionare dalla enorme faretra delle iniziative quelle che mi hanno emozionato di più, lasciando sullo sfondo le storiche battaglie per i diritti civili in Italia, dai più conosciute.

Nel luglio 1995 Emma Bonino, da poco Commissaria europea per gli Aiuti Umanitari, fu la prima a rendersi conto e a denunciare il massacro di migliaia di civili bosniaci da parte delle milizie serbe di Ratko Mladić (soltanto giorni fa, osannato da molti serbi durante il suo funerale). La zona era presidiata dai Caschi Blu dell’ONU che non intervennero per fermare la carneficina.

Ecco le parole di Bonino che era in visita al campo profughi dove sarebbero dovuti arrivare gli abitanti di Srebrenica: “a un certo punto mi accorgo di aver visto solo donne, vecchi e bambini. Quante persone ci sono qui? Chiedo. Ero certa, perché mandavamo aiuti, che a Srebrenica ci fossero 42mila cittadini. A Tuzla fanno i conti, due volte, e ci accorgiamo che ne mancano 8mila. Tutti uomini, o adolescenti maschi, in età per combattere. Torniamo in mezzo alle tende, parliamo con le donne, e loro ci raccontano che i serbi li hanno divisi, donne, vecchi e bambini da una parte, uomini e ragazzi da un’altra”.

Sotto gli occhi dell’ONU si è compiuta una delle più atroci stragi di civili che proprio Emma Bonino denunciò trovando le istituzioni sorde e gli organi di informazione increduli. Ci volle un interminabile mese per vedere accertata la notizia con la scoperta delle fosse comuni e della strage che portò Mladić di fronte al Tribunale ad hoc per i crimini in ex-Jugoslavia.

"Emma for President" del 1999 fu un'occasione perduta per l'Italia. Il consenso trasversale e grandissimo che Emma ebbe in quel periodo mise in ambasce la partitocrazia italiana che si affrettò a votare alla Presidenza della Repubblica un candidato di prestigio come Carlo Azeglio Ciampi, proprio per fermare la crescita di consensi di Emma in tutto il Paese. Le occasioni perdute non ritornano.

Nel 1997 Emma Bonino, Commissaria UE, si recò a Kabul governata dai Talebani per verificare l'efficacia dei programmi umanitari; mentre stava visitando una struttura sanitaria l’arrestarono: “Quella mattina sulle Toyota ci portano in una specie di carcere. Ci bloccano in cortile, seduti per terra, ancora fucili puntati”. Verrà rilasciata ore dopo e potrà denunciare come l’Afghanistan sia una polveriera che vive grazie al commercio internazionale di oppio. Rientrata in Italia lanciò la campagna “Un fiore per le donne di Kabul”. Bonino tornò in Afghanistan nel 2002 in occasione della conferenza internazionale "Donne in marcia per l'Afghanistan" e ci tornerà ancora nel 2005 per monitorare le elezioni.

E poi la lotta transnazionale contro le mutilazioni genitali femminili che aveva ed ha l’obiettivo di cancellare questa pratica violenta che colpisce oltre 100 milioni di donne nel mondo con 2 milioni di bambine a rischio ogni anno. Con Emma e "Non c'è Pace Senza Giustizia" si puntò fin da subito alla centralità della legge come strumento di contrasto alla pratica. Grazie a un capillare lavoro internazionale di contatti con attiviste e Governi si giunse alla approvazione del "Protocollo di Maputo" nel 2003, che entrò in vigore nel 2005 dopo le necessarie ratifiche.

Il protocollo provocò a cascata l’approvazione di legislazioni anti-mutilazioni genitali in quasi tutti gli Stati africani. L’obiettivo divenne quindi l’approvazione di una Risoluzione con valore globale, che definisse le MGF una violazione dei diritti umani. L’obiettivo fu raggiunto nel 2012 grazie alla approvazione della Risoluzione A/RES/67/146 all’Assemblea Generale dell’ONU. Questo è uno dei più importanti successi radicali in campo internazionale, tanto rilevante quanto poco conosciuto.

Più vicino al tempo di oggi la battaglia per un approccio diverso sull'immigrazione con "Ero Straniero". “Ero straniero e mi avete accolto”, frase tratta dai Vangeli dove Gesù si identifica con lo straniero, è divenuta il simbolo e l’emblema della campagna politica di Emma Bonino, insieme a molte altre organizzazioni e associazioni. L'obiettivo di cancellare e riformare la legge criminogena Bossi-Fini sull’immigrazione è tuttora attualissimo. La campagna fu lanciata nel 2017 con un progetto di legge di iniziativa popolare che raccolse oltre 90.000 firme. Per due legislature la legge restò in attesa di essere discussa, ottenendo solo piccole riforme senza riuscire a incidere su azioni di Governo contro ogni senso di umanità, di accoglienza e di opportunità economica, in una Italia e una Europa che invecchiano repentinamente.

L'ultimo ricordo è di pochi anni fa, quando sulla terrazza di Casa Bonino a Roma si incontrarono, ciascuno sulle proprie carrozzine, Emma e Papa Francesco. Un incontro di amici più che istituzionale, una commistione di sensibilità pur nelle differenze di vedute. Una immagine che parla da sola.

Quel che conta oggi non è tanto commemorare, ricordare, ma agire per andare avanti. Prendere un testimone e tenerlo ben saldo, pronti a cederlo ai prossimi che correranno. Perché la lotta per i diritti e le responsabilità, per la libertà e la democrazia, per lo stato di diritto e l'autodeterminazione sono la nostra storia e il nostro futuro.

*Presidente di Europa Radicale


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