Un "ombrello nucleare" per l'UE
La proposta francese e l'opzione europea, quinta parte
di Vincenzo Camporini e Domenico Moro*

La condivisione della dissuasione nucleare francese sul piano politico-militare[1]
La prima possibilità ha come punto di partenza la proposta avanzata da Macron con il discorso del 2 marzo scorso, secondo cui la dissuasione nucleare francese deve essere accompagnata dal rafforzamento della difesa convenzionale da parte dei paesi europei che parteciperanno agli esercizi sulla dissuasione e che saranno disponibili a stazionare sul proprio territorio le forze aeree strategiche francesi. I paesi europei disponibili dovrebbero dare una risposta europea a questa disponibilità francese, promuovendo una cooperazione strutturata permanente o, come viene anche sostenuto, una Schengen della difesa, per istituire una forza multinazionale. Ovviamente, questa forza multinazionale dovrebbe prevedere anche il coinvolgimento della Francia. In questo modo, il sostegno reciproco tra dissuasione nucleare e difesa convenzionale, nel caso di un conflitto con un potenziale aggressore, farebbe entrare in gioco l’opzione nucleare anche se la decisione formale spetterebbe alla Francia. Questa soluzione può essere rafforzata riprendendo la proposta avanzata tra il 2017 ed il 2019 da Macron e dall’allora Cancelliera tedesca, Angela Merkel, di istituire un Consiglio europeo di sicurezza[2], a livello di Capi di Stato e di governo e che, in una fase iniziale, potrebbe essere un Consiglio informale che coinvolge i paesi europei che hanno aderito alla proposta francese di “dissuasione avanzata”. L’idea è stata recentemente rilanciata dal Commissario europeo alla difesa ed allo spazio, Andrius Kubilius (European Commission, 2026b). Ad oggi si tratterebbe quindi di un Consiglio composto da otto membri e che potrebbe essere esteso al Presidente della Commissione europea e del Consiglio europeo. Gli altri paesi Ue potrebbero partecipare a rotazione, in modo da rappresentare le aree geografiche che hanno sensibilità strategiche distinte, a seconda della maggiore o minore distanza dalle aree di crisi. Il compito di questo Consiglio informale dovrebbe essere quello di tenere sotto costante osservazione le potenziali minacce alla sicurezza europea e condividere la valutazione delle situazioni di crisi.
La condivisione della dissuasione nucleare francese attraverso il debito europeo
Come già ricordato all’inizio, il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, si è opposto all’idea di un contributo europeo al finanziamento della dissuasione nucleare francese. Malgrado queste affermazioni di principio, resta il fatto che la manutenzione, l’ammodernamento e, a maggior ragione - a seguito del discorso del Presidente della Repubblica francese -, l’eventuale aumento dell’arsenale nucleare francese, ha un costo elevato. Alla luce del degrado delle finanze pubbliche francesi, sembra un costo difficilmente sostenibile dalla sola Francia. Come si può vedere dalla tabella sotto riportata, nei prossimi anni la Francia dovrebbe sostenere investimenti che oscillano tra i 60 ed i 100 miliardi di euro (vedi anche Gilli e Nicoli 2025).
Nella stima si è tenuto conto dell’impatto della costruzione di una seconda portaerei di nuova generazione, facendo l’ipotesi che la dissuasione nucleare si basi sull’impiego, sempre operativo, di tutti i mezzi di dissuasione, anche quando, come nel caso della portaerei, questa sia ferma per ragioni legate alla manutenzione. Si precisa, infine, che queste escludono la possibilità che la Francia torni ad avere missili balistici intercontinentali basati a terra e non tengono conto del costo dei mezzi navali che sono al servizio della portaerei di nuova generazione.
La cautela nella stima dei costi vale, più in generale, anche per l’ammodernamento dei sistemi d’arma convenzionali, il cui costo è, tendenzialmente, crescente (Moro, 2023). La Francia, infatti, difficilmente riuscirà a raggiungere il livello di spese militari concordato in sede NATO, pari al 5% del PIL, senza un finanziamento europeo (Dorrucci e Rossi, 2025). Il primo ad avanzare l’idea di un aiuto finanziario a favore della Francia è stato, qualche anno fa, il deputato tedesco, ed ex-ministro delle finanze, Wolfgang Schäuble, il quale, nel corso di un’intervista al quotidiano Welt am Sonntag, ha affermato che “ora che i complici di Putin minacciano ogni giorno un attacco nucleare, una cosa mi è chiara: abbiamo bisogno di una deterrenza nucleare anche a livello europeo”, aggiungendo, subito dopo, che “la Francia dispone di tali armi” e che “nel nostro stesso interesse, noi tedeschi dobbiamo dare un contributo finanziario alla forza nucleare francese in cambio di una deterrenza nucleare congiunta” [trad. nostra] (Reuters, 2022).
Va da sé che l’attivazione di un finanziamento europeo a favore dell’ammodernamento della dissuasione nucleare francese comporterebbe il coinvolgimento europeo nella decisione sull’eventuale impiego dell’arma nucleare.
Ammodernamento della dissuasione nucleare - stima investimenti
Dotazione attuale | |||
Sistema d’arma (**) |
Quantità |
Costo unitario (bn. /€) |
Costo totale (bn. /€) |
Portaerei |
1-2 |
12,2 (***) (La Tribune, 2026) |
12,2-24,4 |
Velivolo di sesta generazione |
40 |
0,3 (****) (Suciu, 2024) |
12,0 |
Airbus MRTT per Forces Aériennes Stratégiques (FAS) |
15 |
0,23 (infodifesa, 2024) |
3,5 |
SCAF portaerei |
10-20 |
0,3 |
3,0-6,0 |
Sottomarini nucleari |
4 |
4,3 (Thomas, 2024) |
17,2 |
Missili balistici |
64 |
0,120 (Ouest-France, 2014) |
7,7 |
Missile ASMP |
40 |
0,015 (Chapleau, 2019) |
0,6 |
Testate nucleari |
290 |
0,025- 0,030 (Chevreuil, 2026) |
7,4-8,7 |
Totale |
|
|
63,6-80,1 |
Dotazione incrementata (*) | |||
| |||
Sistema d’arma (*) |
Quantità |
Costo unitario (bn. /€) |
Costo totale (bn. /€) |
Portaerei |
1-2 |
12,2 |
12,2-24,4 |
Velivolo di sesta generazione |
60 |
0,3 |
18,0 |
Airbus MRTT per Forces Aériennes Stratégiques (FAS) |
22 |
0,23 |
5,1 |
SCAF portaerei |
10-20 |
0,3 |
3,0-6,0 |
Sottomarini nucleari |
6 |
4,3 |
25,8 |
Missili balistici |
96 |
0,120 |
11,5 |
Missile ASMP |
60 |
0,015 |
0,9 |
Testate nucleari |
540 (*****) |
0,025- 0,030 |
13,5-16,2 |
Totale |
|
|
90,0-107,9 |
(*)Nel discorso del 2 marzo 2026, Macron ha annunciato il potenziamento della dissuasione nucleare, senza dare indicazioni. Qui si fa l’ipotesi che la Francia intenda portare il potenziale della dissuasione ai livelli della Guerra fredda. Pertanto, si può ragionevolmente ipotizzare che il valore degli investimenti nell’aggiornamento della dissuasione nucleare si collochi tra il minimo della dotazione attuale ed il massimo di dotazione pari a quella della Guerra fredda. |
(**) I sistemi d’arma sono tutti di Nuova Generazione, dalla portaerei alle testate nucleari. |
(***) Vengono qui considerate due portaerei per tenere conto dal mantenimento della capacità di dissuasione nel caso in cui la portaerei sia in fase di manutenzione. |
(****) Si tratta del costo più importante, ma anche il più difficile da stimare. Si fa l’ipotesi che il velivolo di nuova generazione venga costruito dalla sola Dassault. Il prezzo di riferimento qui preso in considerazione e le quantità prodotte sono quelle del velivolo americano F-22 Raptor, il velivolo tecnologicamente più avanzato. In analogia con il velivolo americano, anche il velivolo francese non verrà venduto all’estero e sarà, quindi, prodotto in quantità limitate. |
(*****) Si fa l’ipotesi che l’aumento previsto nella dotazione di testate nucleari sia pari a quello raggiunto durante gli anni della Guerra fredda |
*Vincenzo Camporini, consigliere scientifico Istituto Affari Internazionali è stato Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e Capo di stato maggiore della difesa.
Domenico Moro, esponente del Movimento Europeo, è membro del Comitato federale del Movimento federalista europeo.
Continua/5
Note
[1] I precedenti articoli in:
https://www.laportadivetro.com/post/un-ombrello-nucleare-per-l-ue-3; https://www.laportadivetro.com/post/un-ombrello-nucleare-per-l-ue-2;https://www.laportadivetro.com/post/un-ombrello-nucleare-per-l-ue-1;
[2] L’idea di un Consiglio di sicurezza europeo è stata oggetto di vari lavori. Qui di seguito, si riportano i principali: Nováky N. (2019), EU It Yourself: A Blueprint for a European Security Council, Wilfried Martens Centre for European Studies, https://www.martenscentre.eu/wp-content/uploads/2020/06/european-security-council-blueprint.pdf; Scazzieri L. (2019), Towards a European Security Council?, Centre for European Reform. https://www.cer.eu/insights/towards-european-security-council; Coelmont J. (2020), Will a European Security Council bring strategic relevance?, Egmont Institute Security Policy Brief
N. 124, https://www.egmontinstitute.be/app/uploads/2020/03/spb124-jo-coelmont.pdf? type=pdf; Lehne S. (2024), Time for an EU Security Council?, Carnegie Europe, Commentary, https://carnegieendowment.org/europe/strategic-europe/2024/11/time-for-an-eu-security-council?lang=en; Whitman Richard G (2025),Time for a European Security Council?, RUSI, https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/time-european-security-council; Lagodinsky S. (2025), Europe needs a Security Council of the willing, Heinrich Boell Stiftung, Commentary, https://eu.boell.org/en/2025/06/06/europe-needs-security-council-willing; Shin F. (2024), Europe Still Needs A Security Council, New Eastern Europe, https://neweasterneurope.eu/2024/11/29/europe-still-needs-a-security-council/.











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