Torniamo a parlare di Reddito di base universale insieme con la gestione dell'IA
di Dunia Astrologo

L'articolo di Savino Pezzotta [1] pone questioni fondamentali per la società e in particolare per il mondo del lavoro. Scrive nella settimanale rubrica "La Stanza del pensiero Critico" chi ha diretto la Cisl dal 2000 al 2006, ed è stato parlamentare dal 2008 al 2013, che "L’intelligenza artificiale è già dentro le fabbriche, gli uffici, la logistica, i servizi e la pubblica amministrazione. Le rilevazioni più recenti mostrano una diffusione crescente dell’IA nelle imprese italiane, pur con un ritardo rispetto alla media europea e con profonde differenze tra grandi aziende e PMI. Da mesi sentiamo ripetere che l'Italia deve colmare il divario con Germania e Francia. Che servono investimenti, infrastrutture digitali e nuove piattaforme tecnologiche. Tutto vero. Ma c'è una domanda che rimane sullo sfondo: chi beneficerà di questa trasformazione?
Appunto, chi beneficerà di questa trasformazione, quando il mercato del lavoro presenta più di un angolo d’ombra? La domanda diventa così esplicita: per chi non ha lavoro, sia che non l’abbia perché lo ha perduto, sia che fosse disoccupato ancor prima che si sentissero gli effetti dell’Intelligenza artificiale, quale soluzione concreta si propone? Soluzione non da poco, e tutt'altro che scontata, in un mercato del lavoro come quello italiano che "premia" posizioni "povere", occupazioni mal retribuite o iper sfruttate.
Pezzotta dice giustamente: rimodulazione degli orari di lavoro (io la chiamo redistribuzione del tempo di lavoro), e aggiunge retribuzione del lavoro di cura. All’evidenza ciò non può riguardare tutti e allo stesso modo i dis-occupati.
Quindi io credo che si imponga il tema della tassazione equa dei profitti delle imprese che guadagnano per l’incremento di produttività che discende dall’uso diffuso dell’AI, ma aggiungi che è fondamentale tornare a parlare di Reddito di base universale. Universale perché offerto a tutti i cittadini in età lavorativa per consentire loro di usare il tempo fuori dal lavoro per accedere a riqualificazione professionale, cultura, occasioni di volontariato e prestazioni di cura.
Nel medio periodo ne risulterebbe una crescita del PIL, quanto del BIL, inteso come Benessere Interno Lordo. E consentirebbe di aumentare la consapevolezza e la conoscenza tecnica specifica relativa al funzionamento dei modelli di AI.
Note











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