top of page
logo.jpg

TACCUINO MEDIORIENTALE. "Finis treugae" tra Stati Uniti e Iran

Aggiornamento: 4 ore fa

Attacchi incrociati dopo un mese per lo Stretto di Hormuz


Il Comando centrale Usa (Centcom), in una sua nota, conferma l'attacco all'isola iraniana di Larak, sede di una base militare, dove si contano numerosi morti e feriti, secondo fonti iraniane. L'attacco si è concretizzato dopo che una petroliera aveva preso fuoco nell'urto di una mina durante il transito dello Stretto di Hormuz. La notizia è presente sui grandi media americani che evidenziano la ripresa delle ostilità che interrompe un mese di tregua. Di rilievo, però, l'analisi pubblicata sul New York Times dal titolo che sottende una seria preoccupazione tra l'opinione pubblica americana: "Perché gli Usa non riescono a smettere con le loro guerre". Il che ripropone indirettamente una critica all'amministrazione Trump, responsabile di essersi avvitata in un pericoloso braccio di ferro con il regime degli ayatollah dall'esito tutt'altro che scontato. Non a caso, l'incipit dell'articolo fissa l'attenzione su un evento ricordato come una sconfitta: la guerra in Afghanistan, a cinque anni dal ritiro delle truppe Nato da Kabul.

Sull'ultimo episodio a Larak, la posizione politica dell'Iran la si ritrova con dovizia di particolari sull'agenzia di stato IRNA, che riporta le dichiarazioni del presidente iraniano Masoud Pezeshkian fermo nel ribadire mentre si recava a Bishkek per il summit SCO 2026 che il suo Paese non vuole la guerra, ma che risponderà con decisione a qualsiasi atto di aggressione contro il proprio territorio. La reazione militare è stata affidata alle Guardie della Rivoluzione, IRGC. In proposito, l'agenzia IRNA riporta le note dell'IRGC sia di ieri sera, domenica 30 agosto, con cui si commenta l'iniziativa del "nemico sionista americano" - un atto di "disperazione" per far rivivere il suo ruolo sinistro e la diminuzione della credibilità tra gli stati regionali - sia dell'operazione, nome in codice "Ya Mohammad ibn Abdullah", con cui sono state prese di mira le infrastrutture tecniche e di manutenzione e le aree dove erano stanziati caccia americani presso la base aerea King Hussein e la base aerea di Al Azraq in Giordania.

"Ogni colpo sarà accolto con risposte ancora più devastanti," ha avvertito l'IRGC, aggiungendo che aggressioni e crimini non aiuterebbero il nemico a indebolire il controllo della Repubblica Islamica sullo Stretto di Hormuz.


Commenti


L'associazione
pdv_cover_edited.jpg

Approfondisci la nostra storia

Post recenti
bottom of page