Sánchez: prezzo e valore della coerenza, e il peso delle minoranze

L'argomento è di fresco conio: la scelta del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, della sua decisione di rimettere il mandato e di riproporsi dinanzi al giudizio dell'elettorato. Ora, sappiamo bene quanto sia facile dichiararsi fedeli ai propri valori e proclamarli quando quella fedeltà non costa nulla, soprattutto quando diventa uno specchio dell’affermazione del proprio ego, senza riguardo per le conseguenze. Gli esempi sono quantitativamente industriali, anche se compromesso e contrattazione fanno parte della politica. Governare insieme ad altri richiede mediazioni, pazienza e accettazione di risultati parziali. La politica, in un paese democratico, è certamente l’arte del compromesso: senza mediazioni - che si spera sempre al rialzo - sarebbe spesso impossibile raggiungere un bene ritenuto più essenziale.
Conservazione dei principi e compromesso
Esistono però principi il cui rispetto dà senso al compromesso stesso. Quando essi vengono sacrificati, accordi e mediazioni cessano di essere un passo verso un cammino comune e diventano strumenti per proteggere i propri interessi in gioco. A un livello più personale, la prova arriva quando gli ideali entrano in conflitto con un vantaggio concreto: un incarico, un reddito, il riconoscimento pubblico, la possibilità di continuare a contare. La coerenza diventa allora una scelta che può comportare una perdita.
All'opposto, chi decide di restare a ogni costo per la cosiddetta "poltrona", accettando decisioni incompatibili con le proprie convinzioni, deve trovare un modo per convivere con quella contraddizione. Può dirsi che dall’interno riuscirà a correggere le cose, che abbandonare sarebbe irresponsabile, che altri farebbero peggio. Sono ragioni che possono avere un fondamento. Possono però diventare giustificazioni con cui si protegge il proprio interesse senza doverlo riconoscere apertamente. A poco a poco, si finisce per adattare i principi alla posizione occupata.
La coerenza non garantisce naturalmente il successo e non rende giusta qualunque causa. In questa prospettiva, accettare un costo personale può dare maggiore credibilità a una posizione minoritaria. Sia chiaro che mettere a rischio o rinunciare a un incarico non è, di per sé, una prova di superiorità morale. Può essere un gesto di calcolo, una fuga dalle responsabilità, una scelta destinata a produrre altri vantaggi. La coerenza si valuta nel rapporto fra parole, decisioni e comportamenti nel tempo. Tuttavia, quando comporta una perdita reale e serve a non rendersi complici di ciò che si ritiene inaccettabile, la rinuncia acquista un significato pubblico.
Restituire credibilità alle parole
È in questa prospettiva che la scelta di Sánchez assume oggi un peso importante. La si può leggere come una prova di coerenza nella misura in cui esprime la disponibilità a sottoporre al giudizio pubblico il proprio progetto, accettando anche la possibilità di perdere il potere. Se si svolge una funzione pubblica, vi sono momenti in cui essere fedeli ai propri valori significa rispettare profondamente ciò che si è e, attraverso il rifiuto di farne merce di scambio, assumere il ruolo di testimone: rendere visibile, con le proprie decisioni, che quei valori continuano a impegnare anche quando diventano scomodi.
Per una comunità politica, vedere qualcuno sacrificare un vantaggio in nome di una convinzione può restituire credibilità a parole consumate dall’uso. Può contrastare la convinzione che tutti, alla fine, pensino soltanto a conservare il proprio posto. La fiducia trova un appiglio nella corrispondenza fra ciò che viene promesso e ciò che si è disposti a fare. E chi si sente isolato nelle proprie convinzioni può trovare in quel gesto una ragione per sostenerle e condividerle.
Il caso Sánchez introduce anche un secondo ordine di considerazioni. La coerenza possiede una forza politica, particolarmente significativa per chi si trova in minoranza. Lo psicologo sociale francese d'origine rumena Serge Moscovici (1925-2014) ha mostrato con la sua teoria dell'influenza sociale delle minoranze quanto queste possano influenzare una maggioranza attraverso la continuità della propria posizione nel tempo e l’accordo fra coloro che la sostengono. Una posizione mantenuta con fermezza può incrinare l’apparente unanimità e indurre gli altri a interrogarsi su convinzioni fino a quel momento date per scontate. La minoranza diventa così una possibile fonte di innovazione sociale.
Il successo può cominciare prima di una vittoria nelle urne, quando, come nel caso dell’anziana signora sfrattata a Madrid, riesce a cambiare le domande, i criteri di giudizio e ciò che una comunità considera possibile.











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