La minaccia nucleare russa e le "incomprensioni" dell'Occidente
di Michele Corrado

Le dichiarazioni rilasciate da autorevoli esponenti russi sulla possibilità di impiego di armi nucleari per la salvaguardia dell’integrità del territorio della Russia ci riporta ad un passato dove l’utilizzo del nucleare era fortemente regolamentato ed approfondito. Oggi, invece, si tende a mescolare le operazioni convenzionali, del tipo di quelle che si svolgono in Ucraina, con l’aggiunta della possibilità d’impiego di ordigni nucleari in numero e tipologia imprecisato. L’utilizzo dell'arma nucleare come diretta integrazione di capacità convenzionali, sia in offensiva che in difensiva, non è mai stato fatto ed avrebbe ricadute anche a livello tattico.
Il bombardamento americano su Hiroshima e Nagasaki aveva carattere strategico (e politico di ammonimento nei confronti dell'Urss di Stalin e di imposizioni di un nuovo ordine mondiale), e difettava di qualsiasi dottrina di impiego. Dottrina che con il successivo e rapido sviluppo della Guerra Fredda ha portato a situazioni di equilibrio fra le Grandi Potenze del Secondo dopoguerra, complice anche l'atomica testata dall'Urss nel 1949 che muta, e non poteva essere altrimenti, il confronto tra le due Superpotenze. In quel periodo, dagli anni ‘50 in poi, mentre Usa e Cina combattevano in Corea, si svilupparono profondi studi sulla tipologia di questi ordigni e sul loro eventuale impiego.
Un testo emblematico di quel periodo è uno sconosciuto o quasi libro dal titolo “Filosofia della Guerra Atomica”, redatto dallo studioso americano Herman Kahn, edito in Italia nel luglio 1966 a cura delle Edizioni Il Borghese, che spiega e chiarisce in maniera semplice la Dottrina di impiego delle armi nucleari.
La Russia di oggi - che ha ereditato l'arsenale dell'Urss - ha evoluto nel tempo l'armamentario nucleare e con esso le modalità di utilizzo; pertanto, se si vuole provare a comprendere i molteplici significati delle dichiarazioni del Cremlino sulla minaccia d’impiego, non sarebbe una cattiva idea andare a rileggere Herman Kahn.
I sovietici, tornati ad essere solo russi, hanno sviluppato, dagli anni Cinquanta, due distinti arsenali militari: il primo è quello convenzionale con cui combatte in Ucraina, l'altro è quello nucleare che rappresenta la “polizza assicurativa” sugli scenari internazionali delle possibilità militari del Paese. In altri termini, quelle potenze militari che posseggono capacità nucleari, e quindi la possibilità di impiego al di fuori dei propri confini di queste soluzioni strategiche, in particolare i “soci fondatori” di questo piccolo club come Stati Uniti e l’allora Unione Sovietica, vanno considerati attori di uno scenario a parte quando coinvolti in conflitti convenzionali.
Che cosa significa? Una sola cosa: che la loro integrità territoriale non può essere messa in discussione a seguito di normali operazioni di guerra guerreggiata, altrimenti vi sarebbe un automatico ricorso all’arsenale nucleare che apre prospettive che possono essere senza ritorno. La Russia è oltremodo sensibile a queste tematiche territoriali, per mentalità e precedenti storici; non a caso, la sua popolazione è in grado di sopportare sacrifici che sarebbero improponibili in altri Paesi. Discutibile, ma non negoziabile con Mosca.
In tema, ricordiamo gli oltre venticinque milioni di morti tra militari e civili, insieme alle immense devastazioni del territorio e delle sue principali città, durante l'invasione della Germania nazista e dei suoi alleati, Italia compresa. Vi è poi una certezza nelle loro minacce derivanti da una specifica mentalità secondo la quale, in queste situazioni di aggressione al territorio, loro sono dalla parte dei giusti.
Per noi occidentali queste forme di interpretazione della realtà sono poco comprensibili, ma sarebbe opportuno approfondire le modalità di comportamento russe al fine di evitare "complicazioni", come quella che va delineandosi in area baltica, dove la mancata comprensione delle dinamiche interne di un Paese avversario, che tende ad escludere qualunque passo diplomatico vero per dare spazio a prove muscolari, possa portare a decisioni i cui effetti potrebbero diventare incontrollabili.











Commenti