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Sinodo Valdese e Metodista: è già polemica per il documento del pastore palestinese Munther Isaac

La contestazione di alcune associazioni israeliane pro Netanyahu

di Piera Egidi Bouchard


Il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste ha inizio sabato, e già si scatena la polemica su una iniziativa pre-Sinodo, in quanto questa sera, 20 agosto, alle 20.30, ospita un incontro col pastore luterano palestinese Munther Isaac, uno degli autori del drammatico documento sulla condizione della Palestina, con cui si denuncia il rischio anche di estinzione delle chiese cristiane, che abitano da secoli quelle terre: “Kairos2- Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio”. Alcune associazioni Italia-Israele del Piemonte hanno contestato l’iniziativa e il documento Kairos2, che “ricalca in tutto le dichiarazioni ufficiali di Hamas” e hanno sostenuto il rischio di “conferirgli un’implicita legittimazione politica volta a negare lo Stato d’Israele e il suo diritto ad esistere”.

Ad esso ha risposto con un comunicato stampa il gruppo organizzatore “DallapartediAbele” - liberamente costituitosi con un progetto di pace qualche anno fa tra credenti evangelici, cattolici e laici, firmato anche da chi scrive - il quale  sottolinea che tale incontro “ha come unico fine l’ascolto di un testimone oculare delle sofferenze dei cristiani in Terra Santa e, insieme a loro, di tutto il popolo palestinese”, e difendendo il documento Kairos 2,” in cui si trovano certamente affermazioni forti nei confronti dello Stato d’Israele, ma allo stesso tempo si nota l’ottimistica speranza di costruire una convivenza pacifica e costruttiva per tutti in quella regione, che consenta allo stesso tempo l’autodeterminazione del popolo palestinese”.

Si afferma, inoltre, che in quel documento “non è possibile ravvisare nessuna negazione del diritto ad esistere dello Stato d’Israele; al contrario, questo viene dato come per presupposto e, di più, se si invita alla resistenza nonviolenta, lo si fa nello spirito del comandamento dell’amore per il nemico. Per lo Stato d’Israele il problema non è il suo diritto all’esistenza, bensì la politica attuata dal suo attuale governo, tesa all’annessione di Gaza e della Cisgiordania, con tutto il corollario di violenza e di sofferenze che questa politica comporta.”

E infine si rimanda al fermo atto del Sinodo dello scorso anno (accenno per ciò che riguarda il tema di oggi) che riconosce “la gravità del momento attuale come kairòs (termine con cui le chiese cristiane hanno tradizionalmente individuato il momento in cui il Signore ci chiama a schierarci in modo chiaro), che chiama le chiese a testimoniare e riconoscere come abominio agli occhi di Dio ciò che è avvenuto il 7 ottobre 2023 e ciò che sta avvenendo a Gaza e nei territori occupati (…) invita le Chiese valdesi e metodiste ad “esprimere solidarietà e vicinanza alle comunità cristiane di Palestina e all’azione di Kairòs Palestina, sostenendone  il  diritto a rimanere sulla loro terra e a praticare liberamente la propria fede”. Già nel 2024 il Sinodo valdese e metodista si era detto in un suo documento “inorridito” di fronte alle atrocità della guerra Israele- Palestina

Ricevo da fonti dell’”Amicizia ebraico- cristiana”, l’Associazione ecumenica fondata nella sua sezione italiana  da una donna, Maria Vingiani a seguito del Concilio Vaticano II, e a cui con Giorgio Bouchard siamo stati da decenni iscritti, un importante documento del Consiglio Centrale ebraico tedesco dal titolo significativo e drammatico “Svegliatevi,svegliatevi fratelli!”, in cui si nota come “Il timore di alimentare l’antisemitismo seppellisce molte voci critiche di dissenso”, e si condannano le recenti esternazioni del ministro israeliano Ben Gvir che, riferendosi alla striscia di Gaza ha dichiarato ‘dovremmo uccidere 30 o 40 persone ogni notte' perché ‘non sono nemmeno persone’. ”Non è un eccesso verbale: questo è razzismo  pronunciato da un banco di governo che anche Noi Ebrei Socialisti condanniamo senza attenuanti (…) e ci dissociamo da un governo di gente inaffidabile che consente spazi criminali a privati cittadini e che è indifendibile sul piano politico e civile.(…) Noi Ebrei Socialisti prendiamo posizione netta a fianco di chi, in Israele sta lavorando per il superamento di questa difficile fase storica e spingiamo per un governo che si adoperi per trovare una via d’uscita sul piano culturale, educativo e politico”.

Ricevo anche un editoriale a firma di Livia Ottolenghi – presidente Ucei - sulla rivista “pagine ebraiche”, in cui si riferisce al versetto del Salmo 34,14 che ammonisce “Custodisci la tua lingua dal male”: “Quando il linguaggio pubblico supera il limite della responsabilità e del rispetto della dignità umana, è doveroso prendere le distanze con chiarezza (…) Significa affermare un principio morale che non conosce confini: nessuna ragione può rendere accettabile la disumanizzazione dell’altro.”

Andremo perciò col cuore stretto a sentire al Tempio stasera la drammatica testimonianza del pastore palestinese Munther Isaac, intervistato dalla giornalista Gaelle Courtens, che potete sentire anche trasmessa da RBE (Radio Bechwith Evangelica), perché è solo dall’ascolto che si può praticare una progressiva scelta di pace.


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