Sinodo: l'8 mille nelle scelte della Chiesa Valdese
- Piera Egidi Bouchard
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Resi pubblici i dati sulla destinazione del gettito fiscale
di Piera Egidi Bouchard

Il Sinodo continua a discutere a ritmi serrati su svariati temi della vita delle chiese. Uno di questi, partecipatissimo anche dal pubblico che affollava il tendone esterno, seguendo il lavoro sugli schermi, è quello del resoconto sulla gestione dell’8 per mille Irpef: sono più di 490.000 i cittadini che hanno firmato per devolverlo, circa il 2,94% dei contribuenti, per un gettito di circa 45 milioni di euro. Una cifra imponente, se si pensa che i valdesi sono 13.000 in Italia, e molti contribuiscono a favore dello Stato. È una grande responsabilità che sente la chiesa per questa fiducia da parte di così tanti cittadini, laici e cattolici, che apprezzano la laicità delle scelte, poiché questi fondi non vengono attribuiti a fini di culto (la gestione delle comunità, gli stipendi di pastori e diaconi vengono finanziati direttamente dai credenti, attraverso libere contribuzioni), ma per progetti sociali, sanitari, ambientali, culturali rivolti a tutti i cittadini, che ne possono usufruire. E ogni anno viene pubblicato il dettagliato resoconto dell’utilizzo di questi fondi dell’8 per mille, ed è previsto a breve sul sito dell’Otto per mille valdese l’elenco completo dei progetti finanziati nel 2026. Solo in quest’anno sono state 4.627 le richieste di finanziamento ricevute.

In una conferenza stampa - presieduta da Annalisa Bosio, della Commissione Stampa del Sinodo - Manuela Vinay, responsabile dell’Ufficio 8 per mille valdese, ha commentato: “Cerchiamo di restituire alla società quanto abbiamo ricevuto: nel 2026 sono stati finanziati 1397 progetti, di cui 997 in Italia, per oltre 30,1 milioni di euro, e 400 all’estero, per 14,7 milioni. È stata formata una Commissione che esamina le richieste e valuta i soggetti richiedenti, poi assegna i fondi e controlla alla fine l’impiego e le ricadute effettive. In Italia le risorse riguardano soprattutto il miglioramento della vita di persone con disabilità (20%) e sulla crescita e benessere di bambini e ragazzi (14%). Per quanto riguarda l’estero, prevalgono gli interventi sanitari (21%), l’educazione (17%) e la protezione dell’infanzia (12%). Un progetto coraggioso, in una visione prospettica, è stato quello dei “corridoi umanitari”, che pensiamo di poter ancora potenziare. E anche quando si finanziano realtà ‘interne’, come ad esempio strutture della Commissione Sinodale per la Diaconia, come centri anziani o per i giovani, in realtà i beneficiari sono anche esterni alle chiese, poiché si tratta di strutture aperte a tutti i cittadini ”.
Ma vengono finanziati anche progetti culturali ,come ha notato Samuele Carrari, della Commissione per le discipline, che si presenta ‘di mestiere libraio’, perché è il responsabile della libreria Claudiana di Milano: “L’impegno sociale passa anche dalla cultura – ha detto – perché un deficit culturale comporta un deficit democratico. Il vero problema oggi è che non si legge, ed è un momento in cui la cultura è sotto attacco. Bisogna investire in formazione e per un’accessibilità gratuita alla cultura, promuovendo spazi di confronto e di relazione civile, il teatro, il cinema”.
Riguardo a un possibile utilizzo futuro dell’8 per mille valdese, il Sinodo ha proposto in un apposito Atto che si affronti il problema della “gravissima crisi abitativa”, per cui si è delineata, attraverso all’impennata del canoni e alla proliferazione degli affitti brevi una vera e propria “emergenza casa”, che colpisce particolarmente i giovani, gli studenti, le famiglie monoreddito, gli anziani con basso reddito, i migranti. Il cosiddetto “Piano Casa” governativo viene ritenuto insufficiente, e si sono auspicate formule applicabili come ad esempio l’housing sociale o l’accoglienza diffusa.











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