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SETTIMANA FINANZIARIA. L'Occidente "prova" il binomio distruzione-ricostruzione...

9 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

a cura di Stefano E. Rossi


C’era chi teorizzava la distruzione per rilanciare l’economia con la ricostruzione. Almeno in Europa, è stato accontentato. Però, forse, quella delle vetrine, delle auto e altri beni privati da parte di bande di disperati minorenni non era proprio il tipo di distruzione che si era immaginato per ripartire. L’idea iniziale si rifaceva a un altro modello. Si inneggiava all’economia di guerra, alla crescita del Pil con gli armamenti, ai sistemi di difesa terrestre, navale e aerospaziale. La spesa militare europea, ad esempio, si era raddoppiata dalla guerra in Ucraina, toccando i 454 miliardi di euro nel 2025. Una torta succulenta per tutti e non solo in Occidente. Con la ciliegina della conseguente ricostruzione, che deve riguardare sempre e soltanto i territori conquistati. Abbiamo tutti ben presente l’immagine del rendering di sviluppo immobiliare e turistico di una immaginifica, quanto blasfema, nuova Gaza diffusa dai social. Attribuita all’amministrazione Trump, era stata rilanciata da tutte le tv di tutto il mondo. Ma chi semina le tempeste nel deserto, non è assolutamente detto che raccolga qualcosa di buono a casa propria.


"Chi rompe paga"

A casa nostra le regole sono ben diverse. Qui da noi chi rompe paga, non progetta ricostruzioni. Questo è il messaggio che tutti i governi europei si sono affrettati a far passare. Il Centro Studi di Unimpresa ha stimato che nei pochi giorni di manifestazioni autunnali contro il carovita, in Italia sono finora stati causati circa 1,3 milioni euro di danni, dei quali due terzi a Milano e il resto a Bologna, Torino e Bergamo. Circa tre quarti della cifra ricade sui settori del commercio e della ristorazione, tra danni materiali e incassi perduti, il resto su beni pubblici e arredo urbano prosegue la nota, commentata dal presidente Paolo Longobardi, che aggiunge il diritto di manifestare e il diritto di lavorare non possono continuare a escludersi a vicenda. Poi chiede la sospensione per alcuni mesi dei tributi locali e delle scadenze fiscali per le attività colpite.

In Francia va anche peggio. Gli atti di vandalismo hanno coinvolto oltre 3.000 attività commerciali e negozi. L'associazione Régions de France ha raccolto dalle prefetture gli effetti delle devastazioni di piazza, calcolando in svariate decine di milioni di euro i danni infrastrutturali e alla mobilità.  


Ma chi paga il costo?

Ognuno in Europa si muove a modo suo. Non tutte le priorità collimano, come d’uso. Ciascuno valuta secondo le proprie sensibilità cosa è più giusto o cosa più conviene, talvolta in termini di beneficio alla comunità, tal altra di consenso elettorale. Un esempio di buone prassi si trova nella reazione di un Presidente di Regione. Il governatore della regione sud Provence-Alpes-Côte d’Azur, si concentra sulle vittime delle violenze. Per accelerare la ripresa delle attività e sostenere gli esercizi commerciali saccheggiati è previsto uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro, con un contributo forfettario di 10.000 euro per ogni attività colpita. Attiva subito un apposito fondo di solidarietà, istituito nel 2023 per fronteggiare analoghi fenomeni che danneggiano le attività produttive. Prevedere gli attuali avvenimenti poteva risultare difficile, ma l’approccio previdente di un’amministrazione che ha utilmente programmato le proprie risorse, può ora permettere la continuità dell’esercizio d’impresa e la prosecuzione del lavoro dei dipendenti.


Si è chiuso il collocamento del Btp Valore

Con un totale di sottoscrizioni di 16,6 miliardi di euro si è chiusa l'offerta di Btp Valore. I contratti sono stati oltre 560 mila, tre quarti dei quali concentrati sul titolo con cedole trimestrali (crescenti di anno in anno dal 3,7% al 4,7%) e il residuo su quello con il cedolone del 22,7% al quinto anno.

In settimana va male lo spread che sale ancora, da 106 a 125 punti base. E male va anche il costo dell’energia. Il gas Dutch TTF sale del +6,59% (93,320 dollari a MWh), il petrolio Brent +6,44% (116,96 dollari al barile) e il greggio WTI +4,46% (103,44 dollari al barile). Lo stoccaggio di gas sale in Europa a una media del 74,5% della capienza, mentre l’Italia raggiunge l’agognato obiettivo del 90%.

Il costo medio dei carburanti in settimana resta invariato. La benzina self-service costa in media 2,024 euro al litro e il gasolio 2,245. I trasportatori e gli agricoltori dopo aver dato prova di riuscire a interrompere la catena degli approvvigionamenti dei beni di prima necessità, danno una breve tregua al governo e agli inermi cittadini.

L’euro è sempre debole e chiude la settimana in leggero ribasso a 1,12 contro il dollaro. L’oro scende a 3.564 dollari l’oncia (114 euro al grammo).

 

Piazza Affari: crolla Stellantisi, in discesa bancari e tecnologici

Nella sola giornata di giovedì Prysmian perde pesantemente (-7,61%) sull’onda dei realizzi a New York per i costi eccessivi del comparto dell’intelligenza artificiale. Scendono Bper Banca (-5,56%), Unicredit (-5,45%), Banco Bpm (-5,18%) e a seguire Banca Mps, Intesa Sanpaolo e Unipol.

Ma peggio di tutti va Stellantis. Il titolo crolla al minimo storico. Ora vale poco più di un terzo del prezzo che quotava solo un anno fa. A causare l’ultimo tracollo all’intero comparto dell’automotive è lo scivolone di Volvo di venerdì: -26% in una sola giornata. Peccato, perché aveva fatto ben sperare la notizia dell’aumento delle immatricolazioni di Stellantis in Europa del +3%.

In ripresa invece troviamo Eni, che promette una maggiore remunerazione agli azionisti a seguito della crescita dell’utile del +70% nei primi nove mesi dell’anno.


Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB

I Tori: Eni +6,53%, Lottomatica +4,27%,

Gli Orsi: Stellantis -10,82%, Prysmian -9,43%.

FTSE MIB: -2,61% (valore indice: 48.558)

 

I presenti commenti di mercato rivestono un esclusivo scopo informativo e non intendono costituire una raccomandazione per alcun investimento o strategia d’investimento specifica. Le opinioni espresse non sono da considerare come consiglio d’acquisto, vendita o detenzione di alcun titolo. Le informazioni sono impersonali e non personalizzate.

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