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Piemonte, al collasso l'assistenza alle persone non autosufficienti

La denuncia dei consiglieri regionali del Pd


E ora, che cosa potrà mai rispondere in concreto Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, alle cifre circostanziati ed allarmanti sulle RSA che sono emerse dall'audizione in Commissione regionale? Rappresentano soltanto strascichi di un problema drammatico, quanto annoso? In realtà, il confronto ha confermato un quadro che da mesi si va aggravando: le liste d’attesa per accedere alle RSA convenzionate continuano a lievitare, mentre la Regione risponde spostando un numero sempre maggiore di persone nella categoria dei “differibili”. Una scelta contestata dai consiglieri di minoranza Pd Daniele Valle, Gianna Pentenero e Monica Canalis, che puntano il dito sul metodo di scaricare il problema sulle famiglie.

I dati presentati parlano chiaro: le persone in attesa di convenzione ASL sono aumentate del 35% in un anno, con oltre tremila nuovi casi. Ancora più rilevante è l’incremento dei “differibili”, cresciuti di 3.182 unità. “Non parliamo di persone senza bisogno di assistenza — hanno spiegato i consiglieri — ma di anziani e malati non autosufficienti. Cambiare etichetta non risolve nulla: significa solo rimandare e lasciare sole le famiglie”.

Durante l’audizione, la Fondazione Promozione Sociale ha riportato in primo piano il tema della trasparenza dei dati: servono informazioni chiare, omogenee e aggiornate, perché oggi numeri diversi circolano a seconda delle fonti, alimentando confusione invece che chiarezza.

È riemerso anche il nodo del Patto per la non autosufficienza, che prevedeva 18 milioni di euro del FSE per gli adeguamenti contrattuali del settore. Risorse che non sono mai arrivate, mentre il sistema continua a soffrire una cronica carenza di personale e di posti convenzionati.

Sul fronte politico, i consiglieri hanno evidenziato le incongruenze nelle cifre comunicate dall’assessore alla sanità Federico Riboldi, non coerenti con quelle fornite dal presidente Cirio, che invece risultano allineate alle analisi del consigliere Valle. “La differenza — spiegano — è che Cirio ha incluso anche le risorse destinate alle dimissioni protette. Le cifre dell’assessore, invece, continuano a non tornare”.

La conclusione è netta ed è un problema nel problema: “In Piemonte migliaia di persone che hanno diritto a una risposta sociosanitaria continuano ad aspettare. Se i ‘differibili’ crescono del 35% in un anno, significa che il sistema non sta rispondendo ai bisogni reali della popolazione. La non autosufficienza non è differibile. E nemmeno il diritto alle cure e all’assistenza”.

L'associazione
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