top of page
logo.jpg

Presenze di pace a Torino, tra speranze e ombre sulla guerra russo-ucraina

20 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Le presenze di pace organizzate dall'Associazione AGiTe in piazza Carignano a Torino sono arrivate a 244. Un record per caparbietà e resistenza contro la guerra, i rischi di un'ecatombe nucleare, il rifiuto dell'aumento delle spese militari. E l'ultima presenza, in ordine di tempo, nell'ultimo sabato e giorno di ottobre 2026, avrà alle spalle una notizia positiva e di speranza sulla guerra tra Ucraina e Russia, quasi a coronare l'importanza della partecipazione: a Oleshky, occupata dalle truppe russe, è cominciata nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 ottobre, l'operazione umanitaria coordinata per consegnare cibo, forniture mediche e altri beni essenziali ai residenti e, ad un tempo, l'opportunità di evacuazione per i residenti. Un totale di 25 autobus con una capacità di 750 passeggeri sono stati preparati per l'evacuazione, insieme a ambulanze per persone con mobilità ridotta.

La missione, com'è noto, ha avuto una lunga gestazione ed è stata mediata anche dalla Santa Sede attraverso le telefonate di Leone XIV a Putin e a Zelensky, l'azione diplomatica dei cardinali Parolini, Gallagher e Zuppi, infine coordinata dai commissari per i diritti umani dei due paesi, Dmytro Lubinets e Yana Lantratova, con la mediazione della First Lady statunitense Melania Trump.

Ma, a sostenere la necessità di arrivare a una rapida definizione di un accordo tra i due Paese vi sono le notizie che arrivano dal fronte, dai bombardamenti che non si arrestano sulle città, dove il più letale è stato portato con un attacco di droni russi che ha colpito la banchina di una stazione ferroviaria nel Dnipro, uccidendo 14 persone e ferendone altrettante. Secondo i media ucraini, nella sola giornata di ieri, giovedì 29 ottobre, vi sono state almeno 20 vittime causate da operazioni russe: , sono state uccise due ragazze di 15 anni a Chernihiv, mentre tre persone sono morte durante attacchi a edifici residenziali a Kremenchuk; in tarda notte, un'altra persona è rimasta uccisa a Kiev.

Per contro, le Forze Armate dell'Ucraina hanno ripreso a colpire le raffinerie russe nella regione di Samara, ma per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, l'azione non compromette i negoziati trilaterali previsti sulla pace in Ucraina. Né reazioni si sono registrate dopo la distruzione di un lanciatore Iskander-M per ridurre la capacità balistiche dell'esercito russo sulle città ucraine. In particolare, riportano i media di Kiev, sono stati colpiti depositi di munizioni dell'esercito russo nelle aree degli insediamenti di Maloyanysol nella regione di Donetsk, Novoyehorivka nella regione di Kharkiv e Hanusivka nella regione di Luhansk.

L'altra notizia negativa, su cui insistono le autorità ucraine, riguarda il vertice del G20 che si apre ad Atlanta, in Georgia, cui partecipa anche il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Secondo più osservatori, le ultime decisioni del presidente USA Donald Trump sulla Russia, inclusi l'accordo di acquisto del diesel e la revoca di alcune sanzioni, potrebbero influenzare il corso delle discussioni, insieme ai problemi dell'Ucraina legati alle restrizioni sul sistema satellitare Starshield, e al mancato invio di missili Patriot. Alcuni funzionari europei ora propongono di scattare due foto separate – una con Lavrov, l'altra senza di lui.

Commenti


L'associazione
pdv_cover_edited.jpg

Approfondisci la nostra storia

Post recenti
bottom of page