MoodleMoot ad Alessandria: la IA generativa propone storia e arte
Aggiornamento: 1 ora fa
di Alberto Ballerino

Nel segno della didattica digitale e dell’IA generativa, centinaia di docenti, progettisti e sviluppatori (termine con cui si intendono tecnici che sviluppano nuova attività, ndr.) verranno da tutta Italia ad Alessandria per partecipare dal 16 al 18 settembre al MoodleMoot Italia 2026, dedicato alla celebre piattaforma di apprendimento open source. L’appuntamento è nel Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica (Disit) dell’Università del Piemonte Orientale in viale Michel e permetterà di fare il punto con i massimi esperti del settore su cosa sta cambiando in questo settore con gli sviluppi prepotenti che la tecnologia sta avendo in questi anni. Il programma alternerà workshop, tavole rotonde e sessioni plenarie guidate da ospiti internazionali del calibro di Martin Dougiamas e di Adrian Greeve, rispettivamente fondatore ed Engineering Manager di Moodle. Il Disit è co-organizzatore insieme all’Associazione Italiana Utenti Moodle.
L’apertura ufficiale è per il 16 settembre alle 14: interverranno il professore Guido Lingua, direttore del Dipartimento, e i rappresentanti degli enti locali. La loro presenza è dovuta al fatto che in questi festival viene anche valorizzato il territorio i cui si svolgono. “Grazie - spiega la professoressa Giuliana Franceschinis, docente di informatica del Disit - anche al generoso sostegno di Comune, Azienda speciale Costruire Insieme, Giardino Botanico e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria proponiamo visite guidate ai partecipanti alla fine dei lavori della prima giornata in città, in particolare a Palatium Vetus (il medievale palazzo comunale), il complesso conventuale di San Francesco recentemente restaurato e il centro cittadino”. Quindi non solo Intelligenza Artificiale e mondo digitale, ma anche arte e storia nel programma delle tre giornate.
Punto focale però naturalmente è Moodle. “Si tratta di un sistema di appoggio alle attività didattiche. Sulla sua piattaforma i docenti aprono le pagine del proprio corso dove trovano documenti anche multimediali con cui lo studente si può preparare, attività come quiz di autovalutazione, consegna di compiti, attività interattive sia per la preparazione che per la valutazione. Esiste da tanti anni e continua a evolvere, seguendo gli sviluppi della tecnologia. Noi del Disit lo abbiamo adottato fin dall’inizio”.
È un sistema open source. “Sì, il codice di questo sistema è aperto e può essere visto e modificato da chi lo utilizza. Gli sviluppatori di questo sistema sono distribuiti in tutto il mondo. Anche i nostri tecnici hanno contribuito ad alimentarlo. Ogni anno ci si trova tra sviluppatori, utenti e persone interessate al suo uso per condividere esperienze, sviluppi e altro. Noi avevamo già ospitato questo evento esattamente vent’anni fa, era stato uno dei primi in Italia. L’anno scorso si è svolto all’Università di Ferrara e prima in quella di Firenze. L’iniziativa è aperta anche a docenti delle scuole. Tra l’altro, siamo in convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, in quanto l’evento può essere utile per insegnanti che vogliono aggiornarsi per la loro formazione”.
Moodle non è un sistema italiano. “È nato in Australia per poi diffondersi in tutto il mondo. Per questo interverranno anche esperti provenienti da altri paesi”. Le iscrizioni per partecipare sono già centinaia. Per iscriversi bisogna andare sul sito eventi.aium.it/e/mootit26. “Verranno persone da tutta Italia, saranno ospitate al Disit. Le plenarie si svolgeranno in Aula magna e gli altri eventi, davvero molto numerosi, si terranno anche in parallelo nelle diverse aule”.
L’Intelligenza Artificiale sarà tra i temi affrontati. “Certo, si parlerà di strumenti di Intelligenza Artificiale che possono aiutare sia gli insegnanti nello sviluppare attività didattiche sia per supportare gli studenti nello studio”.











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