Malati non autosufficienti: famiglie in attesa di un segnale concreto della Regione Piemonte
Manifestazione con presidio stamane a Torino davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale; 16 mila i pazienti privi di quota sanitaria ricoverati nelle Rsa

"Assegni interrotti, sanità azzerata. Cirio e [monsignor ndr] Paglia di che cure a domicilio parlate?" Un cartello, tra i tanti, ha espresso stamane davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, la protesta delle famiglie dei pazienti non autosufficienti. Una protesta diretta dal Comitato per la Promozione dei Diritti delle Persone non autosufficienti che insegue da anni le difficoltà della Giunta del presidente Alberto Cirio ad affrontare un problema oggettivamente complesso, sia sul piano economico, sia su quello del rispetto normativo. Il quadro si presenta drammatico. Infatti, secondo i dati più recenti diffusi della stessa Regione Piemonte sono più di 16mila i piemontesi malati non autosufficienti senza quota sanitaria ricoverati in Rsa e più di 12mila in attesa di interventi domiciliari. Cifre che rimbalzano su una regione con un'età media tra le più elevate d'Italia e quindi destinate ad aumentare se non si corre ai ripari con un progetto articolato di risposta concreta sul territorio.
In una sua dichiarazione, a margine dell'incontro con i vertici istituzionali del Consiglio regionale, la presidente della Fondazione promozione sociale (FTS), Maria Grazia Breda ha spiegato che "le politiche fin qui proposte dall’amministrazione Cirio non hanno risolto la situazione critica". Di qui la richiesta al Consiglio regionale di un intervento di moral suasion nei confronti della Giunta e in particolar modo dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi per ridurre le liste d’attesa relative alla quota sanitaria dei ricoveri nelle Rsa.

In proposito, la partecipazione di consiglieri regionali di maggioranza e minoranza, e la disponibilità del Presidente del Consiglio Davide Nicco, hanno rivelato un'attenzione trasversale a dare spazio agli argomenti del Comitato, con l'impegno a trasferire le istanze e le richieste agli assessori competenti.
Inoltre, nell'incontro la delegazione del Comitato ha avanzato istanza al presidente Nicco e ai consiglieri di impegnare il Consiglio regionale per la pubblicazione dei dati di monitoraggio delle Uvg (unità di valutazione geriatrice), delle richieste di ricoveri e cure domiciliari, del numero di quote sanitarie attivate, al fine di inserire tra gli obiettivi di risultato dei Direttori generali delle Asl l'aumento delle singole quote sanitarie Rsa a tempo indeterminato (prestazione Lea) e per sollecitare la Giunta ad un effettivo recupero delle liste di attesa dei malati cronici non autosufficienti in attesa di convenzione Rsa.
In un comunicato della FTS, si precisa che tra gli argomenti affrontati vi è stato anche il tema delle cure domiciliari di lungo-assistenza, che necessiterebbe dell’avvio di un percorso di revisione del sistema di articolazione delle cure domiciliari per malati e persone con disabilità non autosufficienti, i cui lavori preparatori dovrebbero affrontare e risolvere il tema dell’estrema disomogeneità degli attori e dei servizi sul territorio (vedasi assegni di cura per i non autosufficienti, con sospensioni a macchia di leopardo e sostanziale completa autonomia degli Enti gestori) e del raccordo tra le attività sanitarie e quelle socio-assistenziali.











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