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La Posta della Porta di Vetro. Cordoni di polizia impenetrabili davanti alla Rai: cui prodest?

Riceviamo da Giorgio Ardito, per decenni dirigente di rilievo della politica torinese prima, la cronaca di un episodio che lo ha visto diretto protagonista. La sua esperienza, come afferma lo stesso Ardito, può essere messa in relazione con il Decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri, firmato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale, e gli articoli postati su questo sito a firma di Vito D'Ambrosio in https://www.laportadivetro.com/post/governo-e-decreto-sicurezza-insicurezza-del-potere e di Gianni Calesini in https://www.laportadivetro.com/post/commento-tecnico-al-decreto-sicurezza-su-gazzetta-ufficiale.


Mi si consenta di raccontare su La Porta Di Vetro un fatto avvenuto martedì sera: mi pare lo strumento adatto, se non altro dopo avere letto l'apprezzabile intervento sul nuovo Decreto sicurezza di Gianni Calesini, che so essere stato dirigente della Digos a Torino negli anni Ottanta e successivamente alto dirigente a Genova durante i fatti del G8 e Questore a Pavia.

Arrivo ai fatti. Ricevuta online una locandina, che ho postato per il sito, e trovandomi in centro, ho deciso di andare a fare presenza di fronte alla sede Rai, in via Verdi, per solidarietà con il popolo palestinese.

Preciso di non condividere affatto la parola d'ordine "Palestina dal Giordano al mare" di parte degli organizzatori della mobilitazione pubblica: sono ostinatamente per la soluzione ONU "due Popoli due Stati" e quindi, ovviamente, considero la posizione speculare di Netanyahu da condannare senza se senza ma, e criminali le sue azioni e i suoi massacri, come l'attacco di Hamas del 7 ottobre. Mi pareva però utile durante San Remo suggerire alla politica intramontabile del "panem et circenses" qualche integrazione o correttivo che dir si voglia.

La mia intenzione è stata però vanificata perché mi son trovato di fronte a un impenetrabile, seppure con me cortese, schieramento di polizia, che impediva l'accesso da entrambi i lati al tratto di via Verdi di fronte agli accessi del palazzo Rai, compresi tra via Rossini e via San Massimo. E inutili sono state le mie pacate osservazioni sul diritto di libera circolazione, anche se non abitavo in nessuna abitazione prossima all'edificio Rai.

Ora, avrei compreso uno schieramento impermeabile di fronte all'ingresso, ma bloccare il tratto di via m'è parso francamente eccessivo. Si va dal nulla (OGR e sede de La Stampa) al troppo. Boh! Cui prodest? Non ad attenuare tensioni ecc. Me ne sono andato a fare un po' di spesa in buon ordine.


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